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Roma, 12 ott – “Così il green pass non serve, meglio l’obbligo vaccinale“: torna alla carica Matteo Bassetti. L’infettivologo è convinto che l’obbligo di certificazione verde così come è stato posto per i lavoratori non serve: “Meglio congelarlo“. “A questo punto è meglio che si decida per l’obbligo vaccinale perché così diventa un tamponificio“, sostiene Bassetti.



Bassetti: “Così il green pass non serve, meglio l’obbligo vaccinale”

Interpellato dall’Adnkronos Salute, Bassetti fa il punto in vista della scadenza del 15 ottobre per il green pass obbligatorio a lavoro. E commenta pure la richiesta delle Regioni di portare a 72 ore la durata della validità dei test per l’ottenimento del certificato. Grande fan della prima ora della vaccinazione obbligatoria, il direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova punta il contro chi non si vaccina. “C’è una parte significativa di persone che non si vaccinerà. Forse occorre pensare ad un green pass diverso, alla francese, in cui è previsto solo per i vaccinati o i guariti, oppure così non serve”, fa presente Bassetti. Meglio allora congelarlo per i luoghi di lavoro e ripartire tra un po’ di tempo. Un conto è usare il certificato verde al ristorante, al teatro o allo stadio, ma per entrare a lavoro è diverso”.

“Così diventa un tamponificio”

Bassetti non ha dubbi: “Secondo me a questo punto è meglio che si decida per l’obbligo vaccinale perché così diventa un tamponificio, mentre l’unico modo per avere la sicurezza è fare un tampone il giorno stesso”, spiega l’infettivologo. Anche perché “2-3 giorni dopo non è la stessa cose e aumentano i rischi“, precisa. Per l’infettivologo, “la richiesta di prolungare a 72 ore la validità dei test per il green pass rischia di far diventare questo strumento inutile”.

“Come al solito abbiamo fatto il green pass all’italiana”

Secondo il medico (che punta il dito contro il governo anche su Facebook) c’è il rischio di scatenare il caos. “Si deciderà magari che va bene un tampone una volta alla settimana. Come al solito abbiamo fatto il green pass all’italiana, mentre andava fatto alla francese: lo ottieni se ti vaccini, se hai fatto la malattia o se hai problematiche vere. Così davvero non ha nessun senso, continuare sarà solo un disastro perché non sappiamo fare 10-12 milioni di tamponi a settimana. Il sistema rischia di andare in crisi, il green pass va rivisto perché così è fatto male“. Intanto, al di là delle obiezioni di Bassetti, il governo è alle prese con un altro problema. Ossia con la durata della certificazione verde, che rientra nella cornice dello stato di emergenza sanitaria.

Adolfo Spezzaferro



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1 commento

  1. Se potessero obbligare lo avrebbero già fatto.
    O forse no.
    E già.
    L’obbligo escluderebbe il green-pass.
    Senza green-pass nessun QR Code.

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