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Roma, 19 mag – No time, no space. Franco Battiato è andato oltre, seguendo per istinto le scie delle comete e superando forse le correnti gravitazionali. E lo ha fatto in silenzio, con quella leggerezza che si confà agli uomini oltre lo spazio, oltre il tempo. Another race of vibrations. Così ai funerali del Maestro, in forma privata, nella sua casa di Milo sull’Etna, hanno partecipato pochissime persone. L’ultimo saputo di parenti e amici, tra i quali artisti a lui particolarmente legati come Alice e Carmen Consoli. “Come presbiteri abbiamo espresso il messaggio di Franco, ovvero che lui non è morto: la morte è un passaggio. Franco è passato da una stanza ad un’altra. E’ presente in mezzo a noi”, ha detto Orazio Barbarino, sacerdote che stamane ha partecipato alla ‘veglia di preghiera’.

Sangue di Enea Ritter

Battiato, ultimo saluto tra monaci buddisti e cenere dell’Etna

Ma ad ascoltare l’omelia di padre Guidalberto Bormolini, arrivato da Prato, c’era anche un gruppo di monaci buddisti. “La morte e la reincarnazione sono fenomeni impossibili da capire? Solo perché noi siamo esseri inferiori che vivono in una cantina anziché in un Impero”, disse qualche anno fa Battiato. Oggi però al fianco del Maestro c’era anche qualcosa di più terreno, o forse no, dipende dai punti di vista: la cenere del vulcano. Sì perché all’alba si è destato l’Etna, quasi a voler abbracciare per l’ultima volta uno dei suoi figli più cari.

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A renderlo noto è l’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di Catania. “Da amanti della bellezza in tutti i suoi aspetti, della creatività della Natura e della sua perfezione – si legge su Ingv Vulcani – non possiamo che essere toccati dalla mancanza di una figura, quella del Maestro Franco Battiato, che aveva fatto della conoscenza e della cultura la sua principale fonte di ispirazione. E così vogliamo pensare che anche la mamma di tutto il popolo etneo, la nostra montagna viva che ci accudisce e ci bastona tutti, abbia voluto piangere oggi uno dei suoi figli più vulcanici con questa fontana di lava all’alba che illumina il primo giorno buio. Per noi, e speriamo per tutti – si legge ancora su Ingv Vulcani – questa del 19 maggio 2021 resterà la ‘Fontana di Franco Battiato. Ciao Maestro”.

Alessandro Della Guglia

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