Il Primato Nazionale mensile in edicola

Beirut, 5 ago – Parla il tenente colonnello Marco Mele, portavoce del contingente italiano in Libano, che ai microfoni di AdnKronos racconta come la tragica esplosione di Beirut sia stata “un grande spavento” per tutti, ma senza conseguenze di particolare gravità; mentre rassicura sulle condizioni del militare italiano rimasto ferito ieri al porto di Beirut, che avrebbe riportato solo una “frattura alla mano”. Mele spiega che i 12 militari italiani di stanza  Beirut e che sono impiegati nel Reggimento gestione aree di transito sono stati trasferiti nella base di Shama dove sono “arrivati stamattina all’alba”.

“Il militare che è rimasto ferito è ora nella base di Shama. Ieri è partito un convoglio con medici, psicologi e l’assetto Cbrn per il rischio chimico-biologico-radiologico-nucleare a titolo precauzionale – precisa Mele – I soldati erano muniti di dpi, vista la crescente emergenza Covid qui in Libano, nel rispetto di tutte le procedure sanitarie, per soccorrere il ferito. Il militare, insieme agli altri 11 militari che si trovavano nella base al porto di Beirut, è stato trasportato qui a Shama. Sono arrivati alle prime luci dell’alba”.

“Il militare ha riportato una frattura alla mano, per gli altri c’è stato un grosso spavento – rassicura Mele – Lo spostamento a Shama è stato necessario non tanto per ragioni di sicurezza, quanto per il danneggiamento degli alloggi dove risiedevano: la struttura è stata spazzata via dall’onda d’urto. Sono stati portati via, in sicurezza, anche il materiale, le armi e i mezzi”. Al momento della deflagrazione Mele soggiornava nella base di Shama, “a circa 90 km di distanza, ma si è sentito subito che il rumore era atipico. Non abbiamo pensato ad attacchi, le notizie sono subito arrivate dai media libanesi”. I militari a Beirut invece raccontano di “un boato che non si era mai sentito prima. Il forte boato e l’onda d’urto”, racconta Mele citando hiroshima e Nagasaki.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. cosa mai ci faremo in Libano ed in ogni altro Paese del cazzo del pianeta con i notsri soldati che peraltro si “spaventano”…

Commenta