Bologna, 30 mar — La Cina e il suo sistema di «credito sociale» sono sempre più vicini: noi avvertivamo di questa deriva in tempi decisamente non sospetti, ora il futuro alla Black Mirror ci sta praticamente bussando all’uscio di casa. Green pass docet.

A fare da apripista a questa meraviglia è — poteva essere altrimenti? — il Comune di Bologna, lanciando l’idea di un piano radicale di innovazione digitale, sotto il segno dell’utilizzo dei Big Data per «premiare», letteralmente, con una serie di sconti e agevolazioni di varia natura, i cittadini che si siano dimostrati ligi ai dettami del messianismo green e ad altre regole. Una «rivoluzione» hi-tech annunciata da Palazzo d’Accursio che promette di modificare del tutto il rapporto cittadino-amministrazione.

Il credito sociale arriva a Bologna

Una delle proposte più significative è senza dubbio lo smart citizen wallet, così lo chiamano loro. «Il portafoglio del cittadino virtuoso», illustra Bugani, volto e nome noti già ai cittadini romani per aver lavorato a un progetto simile (ancora in fase sperimentale) con la allora Giunta Raggi. Il paragone didascalico che viene evocato per far comprendere di cosa si stia parlando è «una raccolta punti del supermercato», afferma testualmente l’assessore Bugani, che poi prosegue: «il cittadino avrà un riconoscimento se differenzia i rifiuti, se usa i mezzi pubblici, se gestisce bene l’energia, se non prende sanzioni dalla municipale, se risulta attivo con la Card cultura». Il punteggio complessivo sarà quindi determinato dall’essere rispettosi o meno del buon vivere civile. I premi consistono in «scontistiche Tper, Hera, attività culturali e così via».

Cercando di prevenire obiezioni al progetto, Bugani afferma che «ovviamente nessuno sarà costretto a partecipare, chi vuole darà il consenso scaricando e utilizzando un’apposita applicazione, io credo saranno in tanti ad aderire. Vogliamo fargli capire che non sono degli “sfigati” ma che i loro comportamenti vengono premiati».

Una china spiacevole

Al di là dei facili tecnoentusiasimi che assai spesso connotano i Cinquestelle, c’è da dire che le perplessità su questi sistemi sono davvero molte. Innanzitutto, quelle legate alla protezione dei dati personali: come saranno raccolti, come saranno stoccati e gestiti, come saranno protetti in questa epoca di intrusioni informatiche e di data breach, e soprattutto quale utilizzo ne farà il Comune? Interrogativi non banali che implicano l’adozione di un autentico regolamento, di una serie di atti tecnici e amministrativi e di una struttura attrezzata ottimamente in tal senso.

C’è poi un altro interrogativo, di prospettiva: connettere un punteggio alla erogazione di servizi pubblici e al costo degli stessi, considerando che un servizio pubblico è pagato con le proprie tasse sia dal virtuoso sia dal meno virtuoso, rischia di far intraprendere una china spiacevole alla sfera stessa dei diritti e dei servizi. In fondo, lo spettro del sistema dei crediti sociali cinesi è sempre dietro l’angolo. Mesi e mesi di green pass obbligatorio per i servizi essenziali dovrebbero avercelo insegnato.

Cristina Gauri

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8 Commenti

  1. È proprio l’era dei grandi inganni: è necessario stare attenti a non cadere in questi sistemi apparentemente accattivanti, ma che nascondono delle vere e proprie trappole.
    È importantissimo essere informati, conoscere, prima di accettare, gli aspetti negativi del credito sociale per non scivolare in nuove forme di schiavitù.
    Paola

  2. Paolo, non puoi non accettare, sono imposizioni.

    Ora a Bologna se vuoi vuotare l’immondizia devi farti riconoscere a mezzo di apposita tessera ma puoi anche gettarla in “anonimato” (si capisce la fine ironia?) usando lo smartphone su cui hai installato l’apposita applicazione.

    Fra un po’ sti comunisti col c…o degli altri ti costringeranno ad usare un QR code anche per tirare lo sciacquone a casa tua con la scusa dell’ecologia.

    Una città di m…a 🙁

  3. Mi auguro che la gente non ceda a questo vile ricatto: purtroppo le persone sono facilmente manipolabili, e molti abboccheranno come pesci. Se cominciano a cedere in una città poi il sistema si allargherà a macchia d’olio e qui sarà come in Cina. Ma d’altra parte, è un piano ben studiato, si sa che i piani alti vogliono controllare la massa, mi domando quando noi poveri mortali inizieremo a romperci le balle sul serio e a fare qualcosa

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