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Bergamo, 6 nov – Un bel tacer non fu mai scritto, specialmente da Berizzi su Repubblica. E fin qui, di esempi da portare riguardo il fascist-buster ne avremmo una camionata. Ma stavolta il giornalista bergamasco ha varcato, con la sua psicosi fascistofobica, quel segno che difficilmente gli verrà perdonato: non è riuscito a tacere nemmeno di fronte alla manifestazione – senza disordini, benché decisamente, e a ragione, vivace – dei propri concittadini, che ieri sera si sono dati appuntamento sotto la casa del sindaco Gori per protestare contro le misure contenute nel Dpcm.

Bergamo non è «rossa»

Lombardia regione «rossa», ha decretato il governo, senza tenere conto che Bergamo è la città, in Lombardia, attualmente risparmiata (e meno affaticata) dall’inizio della seconda ondata: e grazie al cavolo, verrebbe da dire: il suo tributo l’ha pagato a marzo, e forse, forse, ora la popolazione è immune, ma bisogna dirlo sottovoce, altrimenti i virologi stellati si arrabbiano. Ma no, si procede con la serrata totale, scegliendo di mettere in ginocchio una provincia che con il suo tributo di vittime – umane ed economiche – sembrava avesse già pagato a sufficienza.

La retorica del camion sopra ogni cosa

Non per Berizzi, che in un impeto dadaista alla «scriviamo alla cazzo e mannaggia tanto evocando i morti avrò comunque ragione» decreta tutto il contrario: «Viene anche da chiedersi come sia possibile che a Bergamo, capoluogo di una provincia che ha avuto 11mila morti per il coronavirus, la gente – o almeno quelli che, pur legittimamente, sono scesi in strada – abbia già dimenticato i camion militari con le bare e adesso sfili per protestare». Questo l’incipit dell’articolo di «denuncia» su Repubblica.

11mila strumentalizzazioni

Quindi, siccome Bergamo ha fatto 11mila morti, i bergamaschi affamati dalle misure anticovid non hanno ragione di manifestare contro la morte dell’economia. Non fa una piega. Ci sono stati i morti, stupidi esercenti che dovete chiudere l’attività per «evitare il contagio», tornate a casa! Qualcuno forse dovrebbe spiegare al fascistobo che nessuno ha dimenticato i camion con i morti – e relativa propaganda terrorista – ma strumentalizzando questi ultimi sull’altare delle «vittime del Covid» non può essere sacrificata l’economia di una provincia. Ci sentiamo quasi stupidi a doverlo puntualizzare, eppure è così.

Ma evidentemente si rivela necessario, dal momento che Berizzi si chiede: «Restano le immagini del corteo e una domanda sullo sfondo: davvero a Bergamo si è passati dal corteo di camion con le bare a quello della gente che sfila nelle stesse strade per protestare? La risposta, purtroppo, è sì». Purtroppo per Berizzi – e ci dispiace persino essere così retorici – esiste una parte di bergamaschi intenzionati a voltare pagina e non farsi sottomettere dalla retoricuccia da quattro soldi buona giusto per le beghine del virus, decretata nel nome della strumentalizzazione di 11mila morti – sui quali, peraltro, tanta chiarezza ancora va fatta. E soprattutto, Berizzi, sarai anche bergamasco, ma di Bergamo evidentemente non sai e non hai vissuto nulla. Non ce lo dimenticheremo. Firmato, una bergamasca.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. I morti, specie se cari, non vogliono la sofferenza dei vivi, i sopravvissuti, “Beriberi” carente di turno! Ma certe cose vai a fargliele capire…

  2. Delle TANTISSIME cazzate dette e fatte dalla “banda” Gori (PDioti) basta ricordare :

    “tutti a mangiare nei ristoranti Cinesi ! noi non siamo RAZZISTI !”

    Proprio perchè PER COLPA degli INCAPACI al governo , i Bergamaschi hanno avuto il maggior numero di vittime , sono quelli che possono lamentarsi più di altri per le REITERATE PUTTANATE di conte & Co .

    Allo STUPIDO berizzo ricordo che se gli “apprendisti stregoni” sedicenti virologi , consiglieri del governo AVESSERO PERMESSO anzi IMPOSTO le autopsie (e nessuno ha mai capito il divieto ….) i morti sarebbero stati più del 30% in meno ….. dalle autopsie sono nate le CURE , anche se
    ogni ospedale fa i CAZZI PROPRI ed ancora oggi NON esiste un protocollo di cura ….

    E che dire dei provvedimenti ????
    Non si chiamava lockdown …. ma le direttive del governo di Vittorio Emanuele Orlando , sono
    IDENTICHE (anzi meno stupide) di quelle di conte …. correva l’ anno 1920 !!!!!
    E DOPO 100(CENTO) anni nulla di più TECNICO , più MODERNO ????

    Ed il virus non era un “simpatico” COVID dalla mortalità allo 0,2 % ma la SPAGNOLA !!!!
    mortalità (calcolata a spanne all’ epoca ) 10% ma direi di più …..

    E , secondo i PDioti , NON DOVREMMO LAMENTARCI ???!!!!

    Beriz Cùlet !

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