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Roma, 6 nov – I danni del lockdown sono soprattutto economici. Le regioni rosse per decreto del premier Giuseppe Conte subiranno pesanti effetti, che difficilmente l’annunciato dl Ristori bis potrà tamponare. Le cifre parlano chiaro: negozi, bar, ristoranti costretti alla serrata generale nelle regioni in confinamento avranno perdite nell’ordine di miliardi di euro. E non è che il resto del Paese, con il coprifuoco alle 18, se la passi poi tanto meglio.

Coldiretti: in un mese perdite per almeno 2,7 miliardi

Sono circa 128 mila i bar, i ristoranti, le pizzerie e gli agriturismi chiusi nelle 6 regioni arancioni e rosse con una perdita di fatturato mensile di almeno 2,7 miliardi e un durissimo effetto a valanga sull’intera filiera per il mancato acquisto di beni alimentari e vino. A lanciare l’allarme – per il secondo giorno di seguito – è la Coldiretti. Anche perché il lockdown imposto da Conte colpisce regioni dove molto diffuso è il consumo alimentare fuori casa e colpisce quasi 4 locali su 10 (38%) di quelli esistenti in Italia, compresi oltre 5 mila agriturismo. Lombardia, Piemonte rappresentano oltre la metà (58%) delle strutture colpite dalle misure più restrittive sul fronte dei consumi fuori casa, mentre il resto è concentrato fra Puglia, Sicilia, Calabria e Valle d’Aosta.

“Sostegno economico per salvare il made in Italy”

Ma come abbiamo detto le restrizioni colpiscono tutto il territorio nazionale e quindi – avverte Coldiretti – fioccheranno disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. Pesce e vino, anzi – spiega l’associazione degli imprenditori agricoli – venduti ai ristoranti sono il principale canale di commercializzazione per fatturato. Ecco perché Coldiretti chiede al governo giallofucsia un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l’economia e l’occupazione in un settore chiave del made in Italy.

Fapi: “Dl Ristori coperta troppo corta”

Intanto la Federazione autonoma piccole imprese avverte che serviranno più soldi per ristorare le Pmi colpite dai decreti di Conte. “Il dl Ristori al momento è una coperta troppo corta per coprire tutti i comparti produttivi che hanno subito il nuovo lockdown previsto dai Dpcm varati in queste settimane. Ci sono settori della filiera del wedding, del trasporto, del turismo, ma anche del commercio come agenti ed ingrossi che non potranno accedere ai benefici economici previsti dal decreto legge”. A farlo presente è il presidente della Fapi Gino Sciotto. “È a queste partite Iva – aggiunge – che guardiamo con preoccupazione, anche perché sono state in questi mesi le più danneggiate dalla pandemia. Abbiamo evidenziato al governo la necessità di tener conto di tutte le categorie interessate dalle chiusure, diversamente si apre un conflitto tra poveri in un momento assai delicato per la vita economica del Paese”, conclude Sciotto.

Adolfo Spezzaferro

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