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Rom,a 7 feb – Bergoglio dichiara guerra all’ideologia gender. Lo fa nell’ultima opera di don Luigi Maria Epicoco, un libro-intervista dal titolo San Giovanni Paolo Magno, dedicato alla figura del Santo e pontefice polacco. Papa Francesco ribadisce con forza le proprie posizioni contro l’ideologia spalleggiata dalle lobby Lgbt.

Il pontefice aveva già avvertito del pericolo di “colonizzazione ideologica” durante i suoi sette anni di pontificato. E durante questo periodo non ha mai ritrattato, anzi: tanto da decidere di inserire il gender tra le “modalità manifestative del male”. Specificando, però, che i suoi strali non sono rivolti a coloro che hanno uno specifico “orientamento omosessuale”. Il “nervo” messo allo scoperto da Francesco, infatti, riguarda l‘esistenza di una vera e propria “radice culturale”. Quella che “si propone implicitamente di voler distruggere alla radice quel progetto creaturale che Dio ha voluto per ciascuno di noi: la diversità, la distinzione”. Il fine ultimo della teoria gender, per il vescovo di Roma, è quello di “far diventare tutto omogeneo, neutrale”, ha concluso.

Il vescovo di Roma arriva a citare il passo biblico della torre di Babele per spiegare la pericolosità della negazione di ogni differenza: “Questa apparente uniformità li ha portati all’autodistruzione perché è un progetto ideologico che non tiene conto della realtà, della vera diversità delle persone, dell’unicità di ognuno, della differenza di ognuno”. Perché, quindi, se parliamo di ideologia gender l’omogeneità non è accettabile, mentre lo diviene nel momento in cui si affronta il tema del meticciato?

Dall’undici febbraio in poi, San Giovanni Paolo Magno, che è edito da San Paolo, sarà sugli scaffali delle librerie italiane e non solo. Nel libro verrà affrontato anche il tema del celibato sacerdotale e della sua abolizione. Abolizione che ha incontrato il parere contrario di Bergoglio. Il celibato non è dogmatico, ma Bergoglio, come San Giovanni Paolo II del, si riferisce ad esso definendolo come una “grazia”, un “dono” di Dio.

Cristina Gauri

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