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Roma, 10 feb – Paolo Berizzi è un fascistologo e non c’è giorno che passi senza che ce lo ricordi. Adesso ha un nuovo libro da pubblicizzare e indovinate il titolo? L’educazione di un fascista. Il suo tour promozionale arriva anche dall’anti salviniana Lilli Gruber ma in studio c’è anche il fondatore di Cultura Identità Edoardo Sylos Labini a ricordargli cosa sia la Patria – e il colpo finale gli arriva da “fuoco amico”.

Berizzi: “Non mi riconosco nella bandiera”

Nello studio di Otto e mezzo Berizzi ci propina la solita pappetta ritrita sul linguaggio fascista che si “appropria” delle parole patriottiche dei loro significati; peccato che la soluzione di Berizzi, autodefinitosi “cittadino del mondo”, sia quello di rinunciare completamente all’idea di Patria. “La parola Patria è una parola che dovrebbe accomunare tutti quanti noi” ribatte Sylos Labini. “Nasce con Dante Alighieri, non nasce con i fascismi. I giovani che si sono immolati per unire l’Italia … è una parola che dovrebbe unire tutti. Lealtà, coraggio: sono parolacce?”. “Sono termini che qualcuno usava nel ventennio” risponde l’ossessionato Berizzi “e che qualcuno usa ancora oggi”. “Ma perché a sinistra quando vedono il tricolore e la parola Patria non dicono subito “sono fascisti”?” insiste Sylos Labini.

Sylos Labini difende CasaPound: “Sono liberi di votare”

Prima gli italiani era uno slogan di CasaPound ed è uno slogan che Salvini ha reso la propria frase-mantra” continua Berizzi. “Cosa sento io per la parola Patria? Io mi sento cittadino del mondo, non mi riconosco in una bandiera” dice poi, rivelando tutto il suo impianto centrosocialaro e fazioso. “Tenderei ad essere d’accordo con te”, replica la Gruber, con gli occhi a cuore. “Le tasse dove le paghi tu?” lo punzecchia il fondatore di Cultura Identità. Poi Berizzi che ha un problema di scorgere fantasmi fascisti ovunque specialmente dove non ce ne sono, dice: “La stessa CasaPound ha detto che il loro elettorato ha votato per Matteo Salvini”. “Ma CasaPound è un’associazione che delinque? No, quindi che problema c’è se gli elettori di CasaPound hanno votato per il centro destra?“. “I capi di CasaPound si definiscono fascisti, lo hanno detto loro, legga le agenzie” continua Berizzi. Ma, correttamente, il direttore di Cultura Identità appunta: “Perché, i centri sociali non votano a sinistra?”. “Fatemi capire, un esponente di CasaPound non è libero di votare?” provoca Sylos Labini.

Gruber a Berizzi: “Non vediamo i rischi che vedi tu”

La stoccata finale a Berizzi, però, effettivamente arriva da fuoco amico. La storica Alessandra Tarquini condivide, in parte, la tesi di Berizzi secondo la quale gli elettori “estremisti” avrebbero infine dato il voto ad esempio alla Lega di Matteo Salvini. E così Berizzi si ringalluzzisce: “CasaPound è indagata” giubila. Ma la Tarquini taglia corto: “Ma questi sono partiti di destra, non sono partiti neofascisti”. La Gruber pure mette un freno alla bile antifascista che impedisce a Berizzi di portare a termine un processo logico: “Quello che cerca di dire la professoressa Tarquini mi pare che stia cercando di dirti che non vede questi rischi che invece vedi tu”. Un’altra brutta figura per il fascistologo Berizzi, messo finalmente all’angolino da quelle che pensava essere sue divinità protettrici dopo gli affondi di Sylos Labini. Non temete, comunque: è molto attivo su Twitter dove, pubblicizzando una presentazione del suo ultimo imperdibile tomo, addirittura arriva a scrivere: “Se sei indifferente sei complice“. Come a dire che comprare il suo libro o assistere a un altro dei suoi monologhi folli è quasi un dovere civile. La presentazione sarà il 14 di Febbraio, giorno di San Valentino. Ci auguriamo abbiate di meglio da fare.

Ilaria Paoletti

7 Commenti

  1. come si faccia ad essere “ahhh cittadino del mondo ahhh” e poi battersi affinchè ad un cittadino straniero con una sua identità e passaporto venga concessa la PRECISA CITTADINANZA ITALIANA è una così stridente contraddizione che nemmeno un lifting “overkill” alla Gruber potrebbe attutire o distendere…

  2. Ma questo cittadino del mondo che non rispetta la bandiera Italiana, proprio qui in Italia rimane? Non riesce a trovare un posto migliore in cui andarsene? Persinalmente reputo che a chi non si riconosce nella bandiera e nella nazione andrebbe levata subito la cittadinanza italiana

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