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Bergamo, 18 feb – Bestemmie, insulti e video hard proiettati durante l’incontro online organizzato dal Comune di Bergamo: così ignoti intrusi hanno fatto saltare l’assemblea su Google Meet organizzata dal Comune di Bergamo sul futuro della ex centrale elettrica di via Daste e Spalenga, situata nel quartiere Celadina della città orobica.



Per l’occasione si sarebbe discusso della conclusione dei lavori di riqualificazione di uno spazio da oltre 3mila metri quadrati. Un progetto presentato da cinque realtà bergamasche decisamente viranti sul «rosso», che si sono aggiudicate il bando di gestione e rinnovamento dell’area. Tra queste, anche la Cooperativa sociale Ruah, l’anno scorso al centro di un’indagine per truffa sull’accoglienza degli immigrati. «Un’assemblea pubblica, voluta dalla rete di quartiere di Celadina e aperta a tutti gli interessati», questa la dicitura dell’evento Facebook con relativo link alla riunione online.

La riunione sullo spazio «rosso» a Bergamo interrotta da bestemmie e video hard

All’assemblea erano presenti gli assessori Giacomo Angeloni, Nadia Ghisalberti e Francesco Valesini, Marcella Messina, con il responsabile del servizio Reti Sociali del Comune di Bergamo Renato Magni e l’operatrice del quartiere di Celadina Angelica Ghezzi. Ci hanno pensato alcuni ignoti intrusi a rompere le uova nel paniere ai partecipanti: una ventina di minuti dall’inizio del meeting, non interessati all’argomento del discorso – o forse molto interessati ma decisamente poco concordi con la linea dell’assemblea – hanno seminato il caos producendo bestemmie, rumori e trasmettendo video sessualmente espliciti proiettati tramite la condivisione dello schermo. Tra i partecipanti della bagarre anche un utente dal nome fake «Benito Mussolini».

L’assessore dà la colpa al fascismo

Nulla di fatto per le 70 persone connesse: la riunione è stata interrotta dall’assessore Angeloni, che ha successivamente comunicato con un messaggio su Facebook: «È evidente a tutti che non ci sono le condizioni per fare il nostro incontro. Ne siamo dispiaciuti, siamo costretti ad annullare e riprogrammare nei prossimi giorni la serata. Siamo molto dispiaciuti», arrivando a definire questi atti «fascismi del nuovo millennio che dobbiamo condannare e denunciare». 

Cristina Gauri

 

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