Reggio Emilia, 11 nov — Quattro anni per le accuse di abuso d’ufficio, frode processuale e lesioni gravissime (per la presunta alterazione psichica di una paziente) a Claudio Foti, il «guru» psicoterapeuta a capo del noto studio di cure torinese Hansel&Gretel al centro dell’inchiesta Angeli e Demoni sugli affidi illeciti di Bibbiano e della Val d’Enza. La procura aveva chiesto sei anni di condanna, ridotti poi a 4 perché Foti aveva deciso di avvalersi del rito abbreviato. Assolta l’assistente sociale Beatrice Benati, per la quale la Procura aveva chiesto una condanna a un anno e sei mesi.



Claudio Foti: 4 anni con il rito abbreviato per il “guru” di Bibbiano

L’inchiesta Angeli e Demoni aveva scoperchiato un sistema che verteva sull’allontanamento delle vittime — tutti bambini — dai genitori attraverso sedute psicologiche da cui emergevano disegni falsificati, a cui venivano aggiunti dettagli di stampo sessuale, per screditare le famiglie d’origine dei minori, e con delle relazioni mistificate sul rapporto tra genitori e figli. In più gli psicologi e gli psicoterapeuti esercitavano sistematicamente pressioni sui piccoli, portandoli a raccontare realtà distorte su quanto avveniva in famiglia. Il tutto finalizzato ad affidare i piccoli a famiglie — a volte «arcobaleno» — e inserirli in un circuito di cure private a pagamento di una onlus: proprio la Hansel & Gretel di Foti.

Un fiume di soldi sulla pelle dei bimbi

Il sistema incriminato produceva guadagni per migliaia di euro di cui beneficiavano alcuni degli indagati. Allo stesso tempo, altri imputati godevano dell’indotto derivante dalla gestione dei bambini sottratti alle famiglie oppure organizzando convegni e corsi di formazione gestiti dalla stessa Onlus. Un fiume di soldi sulla pelle dei bimbi e delle rispettive famiglie.

Sulle 24 persone a processo (22 riviate a giudizio) gravano le accuse, con ruoli e responsabilità diverse, di frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamenti su minori, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione e peculato d’uso. Tra loro, per reati di tipo amministrativo, figura il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. L’infiltrazione negli apparati dell’amministrazione locale di individui legati alla sinistra oltranzista e arobaleno/viscerale, ha dato prova dei rischi che si corrono, Bibbiano ha ospitato nelle sue istituzioni un sistema rotto alla repressione e finalizzato al lucro a spese di famiglie “non allineate” o presunte non allineate all’ideologia dominante falso pacifista e anti nazionale. Un sistema oppressivo e clientelare composto da soggetti organizzati fra loro che ha usato il potere pubblico per scopi vessatori e per affermare il loro sadismo.
    Non solo un caso isolato, ma un segnale di ciò che potrebbe essere un futuro non molto lontano che vedrà o potrebbe verosimilmente vedere il pensiero arcobaleno, ora dominante, trasformarsi in oppressione della libertà, prima di pensiero poi in progressione, verso la repressione fisica e ricattatoria.
    Al momento non siamo attrezzati con una classe politica, amministrativa e di governo per contrastare il declino morale e sociale che sarà il terreno in cui questi sistemi attecchiranno progressivamente.

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