Reggio Emilia, 17 lug –  Bibbiano è un caso tentacolare che, purtroppo, non cessa di rivelare risvolti sempre peggiori. Adesso a venire a galla è la storia di due fratellini di 2 e 5 anni strappati ai genitori senza ragione  affidati per un anno ad un’altra famiglia e poi, altrettanto senza ragione, tolti a anche a questa famiglia.

Quattro anni lontani dalla famiglia

Dopo un anno, comprensibilmente, i bambini avevano sviluppato un rapporto di affetto con la famiglia affidataria, ma di nuovo sono stati sottratti alla stessa per essere collocati in una struttura a 80 chilometri dalla casa in cui stavano crescendo. Dopo quattro lunghi anni i due bimbi sono stati restituiti ai genitori biologici per ordine del Tribunale dei Minori.

Il Tribunale. “Non c’erano elementi”


Riesaminando le carte processuali, lo stesso Tribunale non ha trovato elementi tali che giustificassero un così brutale allontanamento dalla famiglia di origine. “Due fratellini che dovranno intraprendere un lungo percorso di cura per superare i traumi psicologici ingenerati dal modo in cui i Servizi Sociali della Val d’Enza li hanno sballottati” sostiene il legale Stefania Plancher. Oggi  l’avvocato depositerà a nome dei genitori privati dei propri bimbi un esposto di 15 pagine alla Procura della Repubblica di Reggio.

Famiglia povera ma decorosa

La famiglia  originaria di Sant’Ilario è stata separata dai propri figli proprio per ordine dei servizi sociali diretti da quella Federica Anghinolfi, indagata principale dell’inchiesta Angeli e Demoni. Lui è un operaio di 45 anni mentre la moglie 35enne fa lavoretti saltuari: una famiglia che non naviga nell’oro, ma che riesce a mantenere tre figli con decoro aiutati da numerosi parenti. «Non sappiamo perché i Servizi abbiano allontanato i piccoli. Erano nutriti e vestiti normalmente, andavano a scuola, non subivano maltrattamenti o trascuratezza. La famiglia era compatta e aveva già allevato un ragazzo“. Un solo problema rilevabile, ma risolvibile per la famiglia: “C’era solo una fragilità caratteriale della madre, seguita dal Csm di Montecchio, ma i suoi problemi erano sotto controllo. Gli psichiatri non la ritenevano inidonea al ruolo materno. Inizialmente con i Servizi c’era stata una fase collaborativa e la mamma era aiutata dalla nonna, poi quando questa è morta gli assistenti sociali non hanno cercato un altro sostegno».

Tutti i terapeuti indagati nel caso di Bibbiano

“Il Tribunale si è fidato dei Servizi e non ha chiesto approfondimenti” dice i legale “non risultano nemmeno visite psicologiche. La legge è chiara: l’affido deve essere l’estrema ratio. Ma qui mancava tutto”. La Plancher incontra sovente la Anghinolfi, la quale non le da spiegazioni. I fratellini sono seguiti dall’assistente sociale Sara Gibertini (anche lei indagata), mentre la loro psicologa viene sostituita dalla terapeuta dell’ormai tristemente noto centro Hansel e Gretel, Sarah Testa e dallo psicologo Matteo Mossini tutti e due indagati nell’inchiesta di Bibbiano. I fratellini se nel 2015, prima cioè di essere strappati alla loro famiglia, erano sani, adesso risutano “altamente traumatizzati per la rescissione del legame familiare”. E purtroppo, per colpa di volti ormai noti e di un sistema ben collaudato che continua a dare alla luce nuove vittime ogni giorno.

Ilaria Paoletti

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