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Roma, 4 lug – Le vicende delle scorse settimane emerse, riguardanti il marcio presente in parte della magistratura, hanno gettato ombre non trascurabili per l’immagine dell’ente dinanzi alla nazione. Come riportato accuratamente dal quotidiano La Verità, in delle intercettazioni agli atti riguardanti l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara emergono dettagli a dir poco inquietanti.

L’offensiva della magistratura contro Salvini e Berlusconi

Vi sono diversi messaggi dove risulta chiara volontà di attaccare l’allora ministro degli Interni Matteo Salvini, per scopi politici piuttosto che giuridici. Si arriva ad aver coscienza che il leader della Lega non abbia commesso alcun reato nell’impedire lo sbarco di una nave con a bordo immigrati clandestini ma esso vada attaccato a prescindere, probabilmente per pressioni ricevute da terzi o per interessi relativi all’approdo di sedicenti profughi in Italia.

Qualche giorno più tardi, durante una puntata del programma “Quarta Repubblica” è stata mandata in onda un’intercettazione telefonica riguardante l’ex magistrato Amedeo Franco, successivamente deceduto, ed il capo politico di Forza Italia Silvio Berlusconi. Emerge anche questa volta con chiarezza come lo stesso magistrato dichiari ed ammetta al Cavaliere che sia stata imposta la sua condanna, paragonandola ad un plotone d’esecuzione, causa della decaduta da senatore di Berlusconi, e che l’ordine sia arrivato “dall’alto” , fugando quasi ogni dubbio sull’allora Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Correnti corrotte

Nonostante la gran parte dei media tenda a non ribadire quanto citato, per non dover mostrare vicinanza all’ex ed all’attuale leader del centrodestra e per non gettare ulteriori ombre sul fango presente in magistratura, risulta evidente la presenza di correnti corrotte e criminali in essa, aventi come scopo l’indirizzo di sentenze ed indagini a seconda degli imputati e delle figure con rilevanza politica scomoda.

Le mele marce negli apparati fondamentali dello Stato sono tema già denunciato in passato da eroi moderni come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che con il proprio sacrificio hanno pagato la volontà di parte delle istituzioni di non pretendere chiarezza nella totalità dei propri enti.

Tommaso Alessandro De Filippo

1 commento

  1. Se fossimo in una vera democrazia gli Italiani dovrebbero sapere , oltre alla eventuale iscrizione ad un partito da parte di un giudice, anche una sua eventuale appartenenza alla massoneria.Qualsiasi società segreta non trova ragione di esistere in una vera democrazia partecipativa dato che ci si associa per aiutarsi a vicenda nell’ ottenimento di cariche e prebende e a volte per fini anche incostituzionali(vedi ad es. loggia P2) .L’enorme potere della massoneria sia mondiale che nazionale sull’ economia, la politica, la sanità,etc. non và assolutamente sottostimata e anche in Vaticano oggi è ammessa mentre era condannata da molti Papi del passato, sapendo che essa è contro la chiesa cattolica.Essa infatti promuove la figura di un “Grande architetto” di derivazione Newtoniana con una aggiunta di esoterismo.
    Esiste una massoneria democratica “roosveltiana” per lo sviluppo dei popoli ma finora ha vinto la massoneria oligarchica comandata dalla grande finanza globalista come è ben evidente dalla depredazione delle ricchezze delle classi medie e popolari e dall’ attacco alle identità dei popoli e della famiglia al fine di instaurare il loro “Nuovo ordine mondiale”