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Torino, 4 lug – Un maxiblitz all’alba ha portato alla scoperta di una rete di pedofili che operava in tutta Italia scambiandosi materiale pedopornografico tramite una nota piattaforma di messaggistica online.  Oltre 200 investigatori del Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online e del Compartimento polizia postale e delle comunicazioni di Torino hanno portato a termine una complessa operazione di contrasto alla pedopornografia online che ha condotto all’esecuzione di 50 decreti di perquisizione, arresti in 15 regioni italiane e al sequestro di 100 reperti e decine di terabyte. Le accuse sono di detenzione, diffusione e, in alcuni casi, produzione di materiale pedopornografico.

L’individuazione dei sospetti è stata possibile grazie a veri e propri pedinamenti online che hanno consentito l’identificazione dei pedofili che ci celavano dietro ai nickname utilizzati in rete. «L’operazione è iniziata un anno fa, avevamo notato del movimento del materiale illecito on line e abbiamo iniziato dei veri e propri pedinamenti virtuali — ha spiegato al Corriere Fabiola Silvestri, dirigente del compartimento di Polizia Postale del Piemonte —. Il materiale deve essere il più particolare e personalizzato possibile perché in questo modo si ha maggiore credibilità nell’ambito delle comunità di persone attratte dalla pedopornografia». Facile quindi individuare le vittime, «ma non la rete dei personaggi coinvolti, presentati online con un nickname. Per questo, per le ricerche, sono importantissime le connessioni, cioè gli indirizzi Ip che permettono di identificare la macchina dalla quale è partita la connessione a internet», prosegue Silvestri. «Inoltre, questi soggetti sono soliti catalogare il materiale in base a criteri di età, sesso ed etnia usando un linguaggio particolare. La squadra di tecnici informatici non solo sono in possesso del know how tecnologico necessario ma anche delle modalità comportamentali e di linguaggio appartenenti al pedofilo», conclude.

Durante le indagini gli investigatori nostrani si sono avvalsi della collaborazione del National child exploitation coordination center (NCECC) canadese. Sono migliaia i file sequestrati. Il blitz, diretto dalla Procura di Torino ha visto il coinvolgimento di tutto il territorio nazionale; le operazioni di perquisizione hanno impegnato 15 Compartimenti e 24 Sezioni. Il materiale sequestrato comprende scene di nudo e altre con contenuti raccapriccianti di abusi su minori, ritraenti vere e proprie pratiche di sadismo dove le vittime erano anche neonati, oltre a materiale autoprodotto in ambito familiare. Una tale diversificazione ha permesso di creare una vera e propria profilazione dei pedofili in base a gusti e modi di interagire in rete.

Cristina Gauri

4 Commenti

  1. “Gesù disse ai suoi discepoli: «È impossibile che non avvengano scandali, ma guai a colui per colpa del quale avvengono! Sarebbe meglio per lui che una macina da mulino gli fosse messa al collo e fosse gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno solo di questi piccoli”.
    SAREBBE MEGLIO… Quindi la semplice morte per queste persone non è sufficiente!