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arrestomallo_0Roma, 6 mag – Proviamo a immaginare: un boss della camorra viene arrestato e sul suo profilo facebook si scoprono frasi di Mussolini. Il giorno dopo avremmo un editoriale scopiazzato da vecchi editoriali di Roberto Saviano su Repubblica, un’inchiesta del sempre più afflitto Lirio Abbate su L’Espresso, un articolo di sole 50mila battute sul blog di Wu Ming intitolato “Frame dell’onore, narrazione tossica camorrista e neofascismo suburbano”. E così via. Litri e litri d’inchiostro sprecati per illustrare le contiguità ideologiche e le connivenze politiche fra destra radicale e criminalità organizzata.

Fa molto poco rumore, invece, il fatto che Walter Mallo, arrestato a Napoli nelle scorse ore e considerato dagli inquirenti il boss emergente del quartiere Miano, fosse un convinto sostenitore della rivoluzione cubana. Sulla sua pagina citava infatti Fidel Castro (“Patria o morte”) e Che Guevara (“Hasta la victoria, siempre”). Cuba, ovviamente, ha già i suoi problemi, non è il caso di attribuirgli anche la responsabilità di aver forgiato nuovi boss di camorra. E in effetti sarebbe decisamente fare troppo credito a Mallo il fatto di attribuirgli una compiuta ideologia politica: probabilmente citava Che Guevara come avrebbe potuto citare Gigi D’Alessio, cioè come riferimento pop.

Resta il fatto che è comunque in quell’immaginario e in quella parte politica che questo presunto nuovo boss (tatuaggio della lacrima sotto l’occhio, rettilario con pitoni in casa) andava a pescare riferimenti, cosa che nessun sociologo, nessun politologo, nessun editoriale affronterà mai, a differenza di quanto sarebbe accaduto con citazioni di segno opposto. È un discorso vecchio e già affrontato: ci sono cose che fanno “sociologia”, altre invece no. Ci cono connessioni e accostamenti dietro ai quali – secondo certi media – si cela sempre un mondo, mentre altre connessioni e altri accostamenti sono casuali, episodici, non nascondono nulla. Un boss che cita Che Guevara sarà solo un ignorantello che dice cose a caso, uno che cita Mussolini sarà la punta dell’iceberg di un sottobosco di collusioni. Credeteci, lo dice anche Saviano.

Giorgio Nigra

1 commento

  1. Questa è la superiorità etica della sinistra, che in questo caso sbaglia delinquendo…questo potrebbero dire i nostri soloni da salotto televisivo. Chissà se Saviano stavolta dice due paroline..