Brescia, 21 set — E’ finito il manette il marocchino che giovedì scorso, armato di machete, aveva tentato di ammazzare un 28enne nei pressi del centro commerciale Freccia rossa, a Brescia. Gli uomini della Squadra mobile hanno arrestato il 31enne che con una ferocia inaudita ha trasformato le scale antistanti il piazzale in un mattatoio a cielo aperto, ferendo un connazionale 28enne al volto e al collo e mozzandogli alcune dita mentre la vittima tentava di difendersi e proteggersi usando le mani.

Marocchino mutila connazionale con il machete

Il 28enne è stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Monza per sottoporlo a un delicato intervento chirurgico allo scopo di riattaccargli le dita staccate dal machete e salvarne la funzionalità. Tutt’ora si trova ricoverato ma non è in pericolo di vita. I due si conoscevano: non si è trattato del gesto di un folle, ma di una brutale aggressione scaturita al termine di una lite per futili motivi, probabilmente per una questione economica. Il 31enne marocchino è ora accusato di tentato omicidio.

La cattura

Identificato grazie alle riprese delle telecamere di sorveglianza e alle numerose testimonianze, inizialmente l’aggressore aveva cercato di far perdere le proprie tracce rifugiandosi in un appartamento nella zona di via Villa Glori. Fino alle 22 di ieri, quando i poliziotti hanno fatto scattare il blitz. Accerchiato e senza possibilità di scampo, il marocchino si è visto costretto ad arrendersi e consegnarsi agli agenti di polizia.

Ora gli inquirenti indagano su un possibile coinvolgimento di terze persone che avrebbero potuto aiutarlo a nascondersi negli ultimi quattro giorni. Secondo quanto riportato dalla cronaca locale, vittima e aggressore sono conoscenti, entrambi hanno piccoli precedenti penali e sono soliti frequentare la zona della stazione. Nel più classico cliché dell’immigrato-risorsa, insomma.

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Cristina Gauri

 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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