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Milano, 30 ago – Incendio in un grattacielo a Milano: tutti in salvo gli inquilini, ora si rischiano crolli, aperta un’inchiesta per disastro doloso. Le fiamme sono divampate poco dopo le 17.30 di domenica nel palazzo di 18 piani in via Antonini nella periferia sud del capoluogo lombardo. Le fiamme hanno bruciato completamente il rivestimento esterno del grattacielo e il fumo ha completamente avvolto lo stabile. Sul posto si sono recati polizia, vigili del fuoco, ambulanze e unità mediche. Gli abitanti dello stabile sono stati evacuati. Le fiamme si sarebbero sviluppate dal 15esimo piano del palazzo, per poi estendersi a tutto l’edificio (qui il video).



Un inquilino avverte i residenti delle fiamme: tutti in salvo

ll grattacielo è stato rapidamente avvolto dalle fiamme ma grazie alla prontezza di un inquilino dell’ultimo piano, che si è accorto dell’incendio e ha avvisato tutti, lo stabile è stato rapidamente evacuato. Al momento dell’incendio nel grattacielo di 60 metri di altezza erano presenti circa 30 famiglie su 70 totali. Il personale del 118 ha visitato una ventina di persone, rimaste coinvolte nell’incendio. Nessuno risulta intossicato, non ci sono neanche feriti. Nelle operazioni di spegnimento è stato coinvolto anche un elicottero del reparto volo di Malpensa. Le squadre dei vigili del fuoco sono entrate ai primi piani dello stabile con le bombole d’ossigeno per le alte temperature.

Il video in diretta di Morgan dell’incendio nel grattacielo di fronte casa sua

Tra i condomini del grattacielo di Milano c’è anche il cantautore Mahmood, pseudonimo di Alessandro Mahmoud, vincitore del Festival di Sanremo del 2019, confermano fonti delle forze dell’ordine. A rivelarlo per primo un altro musicista, Morgan, che abita nel palazzo di fronte e che ha documentato l’incendio dai primissimi minuti. Nel filmato si vedono le prime fiamme e si sente il cantautore che, da un palazzo di fronte a quello che ha preso fuoco, si accorge di quanto sta accadendo. Quindi, terrorizzato, si allontana velocemente insieme ad altre persone che si trovavano nell’edificio accanto al grattacielo.

Fontana: “Non si registrano vittime”

“Tremende le immagini del palazzo in fiamme a Milano”: così su Facebook il governatore lombardo Attilio Fontana, commentando l’incendio del grattacielo. “Nella torre residenziale vivono circa 60 famiglie, i vigili del fuoco sono entrati per sfondare, una dopo l’altra, tutte le porte e accertarsi che le persone fossero uscite”, ha aggiunto. “Per il momento, secondo quando riferiscono le fonti di informazione, non si registrano vittime – spiega poi Fontana, che rivolge un ringraziamento a vigili del Fuoco, alle forze dell’ordine e ad Areu, l’agenzia regionale emergenza e urgenza, “intervenuti con prontezza e professionalità”.

L’incendio divampato al 15esimo piano del grattacielo

Secondo le ricostruzioni, le fiamme sono partite dall’interno di un appartamento al 15esimo piano. Se ne è accorto un ragazzo che abita di fianco e ha sentito odore di bruciato. Correndo all’impazzata per le scale, il giovane ha bussato alle porte degli altri appartamenti per dare l’allarme. Chi è in casa fa appena in tempo a scendere e a mettersi in salvo. In pochi minuti le fiamme hanno avvolto il rivestimento esterno della facciata. Una nuvola di fumo si è alzata in cielo, visibile da tutta la provincia di Milano, e sotto, sulle auto parcheggiate, sulle aiuole e nei cortili delle case vicine, precipitano vetrate, cemento e pezzi di rivestimento incandescenti. I pannelli esterni che i residenti pensavano essere ignifughi (“Così ci avevano garantito”) e che invece si sono fusi “come il burro” nel giro di pochi minuti, trasformando la Torre dei Moro in una torcia.

Ora c’è il rischio di crolli, aperta indagine

Ora c’è il rischio di crolli: le temperature potrebbero aver minato la tenuta della gabbia esterna di metallo. Così da rendere ancora più complicato e pericoloso il lavoro dei vigili del fuoco che sono dovuti salire piano per piano con manichette e respiratori. L’impianto antincendio infatti è andato fuori uso e le autoscale arrivano al massimo al decimo piano. Aperta un’inchiesta per disastro doloso. L’indagine dovrà accertare cosa abbia innescato il fuoco e se il rivestimento esterno sia stato realizzato a regola d’arte o se invece sia stato una concausa del rapido diffondersi dell’incendio.

Ludovica Colli

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2 Commenti

  1. Rischio ampliato non calcolato dell’ estremismo verticale speculativo urbano. Non solo brutto esteticamente, ma pure sostanzialmente…

  2. le meraviglie della scienza in mano al mercato: cemento mangia smog, rivestimenti ignifughi, vaccini anti covid…

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