Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 4 mag. – L’Esercito Italiano ha compiuto 156 anni. Con una parata militare in grande stile all’Ippodromo Militare “Generale Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto, la più longeva e principale componente delle Forze Armate Italiane ha celebrato l’anniversario della sua costituzione. Presenti tutte le più alte autorità civili, religiose e militari dello Stato: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Danilo Errico.

Una cerimonia cominciata con la deposizione di una corona d’alloro al Sacrario dei Caduti nel cortile d’onore di Palazzo Esercito. Quindi, a Tor di Quinto, dopo aver passato in rassegna tutti i reparti Mattarella ha conferito la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Bandiera di Guerra dell’Esercito, per il sacrificio e l’impegno profusi da migliaia di uomini e donne della Forza Armata che con il loro operato hanno contribuito a salvare vite umane e a ripristinare la sicurezza in quelle aree dell’Italia centrale colpite dalle nevicate e dal terremoto dello scorso anno.

Nato il 4 maggio 1861 come Regio Esercito in occasione dell’unità d’Italia, la sua costituzione è avvenuta dalla fusione dell’Armata Sarda con altri eserciti operativi nei vari stati preunitari italiani. Solo dopo la nascita della Repubblica adotterà la dicitura ancora in uso oggi di Esercito Italiano.

Oggi l’Esercito conta 11mila uomini e donne: di questi 4.000 militari sono schierati in 14 diversi Paesi, tra cui Iraq, Libano, Afghanistan, Kosovo, Libia, Somalia e Mali, mentre 7.000 sono impegnati in Italia nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure”, in concorso alle Forze dell’Ordine per il presidio del territorio e la vigilanza.

Nel corso della cerimonia il Generale Graziano ha sottolineato l’attuale prestigio internazionale dell’Italia “merito, in larga parte, anche dell’impegno delle F.A. tanto nelle missioni internazionali quanto negli interventi sul territorio nazionale”. Graziano ha anche voluto ricordare gli anni della Grande Guerra, quando “i soldati italiani furono in grado di passare da una sicura sconfitta a una improbabile vittoria. La coesione fu l’elemento che consentì quel miracolo. La stessa coesione che ci caratterizza e che ci permette di raggiungere quei risultati apprezzati in tutto il contesto internazionale nelle missioni di sicurezza”.

Degno di nota è l’impegno dell’Esercito Italiano nelle zone dell’Italia centrale colpite dal sisma del 2016 e successivamente dall’emergenza neve. Nell’Operazione Sabina sono impiegati mediamente quasi 1.500 militari, con un picco massimo di 2.500 unità e 950 mezzi, gran parte dei quali appartenenti ai reparti del genio e impiegati in molteplici attività: ricerca e soccorso di superstiti, rimozione macerie, ripristino della viabilità stradale, costruzione di ponti, interventi di urbanizzazione per la costruzione di scuole e moduli abitativi e, per finire, impiego di due Task Force, inquadrate nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure”, per il controllo degli accessi alle zone rosse dei comuni terremotati. Per questo motivo alla cerimonia dei 156 anni dell’Esercito Italiano era presente una rappresentanza di scolaresche provenienti dai comuni più direttamente interessati dal terremoto.

La fotogallery della cerimonia

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. no dai,
    quando la metà degli Italiani vive al Settentrione ed oltre il 70% dei Soldati parla meridionale (poi peraltro ci sarebbe anche l’Italia centrale) con poche care e rare eccezioni,il nostro Esercito è semplicemente una maniera -seppur onesta- di imboscarsi e vivacchiare all’ombra dello Stato;

    in poche parole Statali con stellette.

    Piccolo appunto iconografico; ma a voi sembrano normali dei Soldati che sembrano scartati dai provini di Maria Filippi con l’immancabili quanto ridicole sopracciglia da donna (come se in trincea ci si andasse con specchietto e pinzette ?)

    Per chi ha prestato servizio di leva fino a pochi decenni fa (quando le FFAA con la leva parlavano tutti i dialetti di Italia) magari in Reparti cazzuti,dalla Brigata al Graco,dal BTG San Marco al Monte Cervino,senza magari nemmeno dimenticare dalla VAM al Susa…

    sta robba qua sa di tutto tranne che di Militare.

Commenta