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Roma, 5 mag – Un altro drammatico incidente sul lavoro. Dopo l’atroce fine della 22enne Luana D’Orazio, inghiottita e stritolata dagli ingranaggi di un orditoio, oggi a Busto Arsizio (Varese) è morto un operaio di 49 anni, schiacciato da un’enorme fresa industriale. Anche in questo caso l’incidente è accaduto all’interno di una fabbrica. Come riferito da Il Giorno, l’uomo si chiamava Cristian Martinelli ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Legnano. Già in gravissime condizioni, purtroppo i medici non hanno potuto salvarlo. Ora sono in corso accertamenti per stabilire con esattezza la dinamica dell’incidente, verificatosi nell’azienda Bandera, attiva nella produzione di macchinari per l’estrusione di materie plastiche.

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Busto Arsizio, la moglie dell’operaio: “Erano in pochi”

Intanto la fresa su cui l’operaio 49enne stava lavorando è stata posta sotto sequestro. Il tornio su cui l’operaio stava lavorando è stato posto sotto sequestro. “Si lamentava che fossero in pochi, sto aspettando che mi facciano entrare, per prendere le sue cose“, ha dichiarato la moglie di Martinelli presentatasi ai cancelli della fabbrica per chiedere gli effetti personali del marito. “Ci troviamo, anche oggi, di fronte ad un’ennesima tragedia che deve spingere le autorità competenti ad agire celermente implementando la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, sia per i lavoratori stessi, sia per chi deve sopraintendere alla loro incolumità”. E’ quanto scritto in una nota congiunta da Paolo Capone, Segretario Generale Ugl, e Claudio Morgillo, Segretario Regionale Ugl Lombardia.

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Morti sul lavoro in Italia, i drammatici dati Inail

In Italia nel primo trimestre del 2021 sono aumentate le morti sul lavoro. I dati Inail sono purtroppo emblematici: 185 vittime in tre mesi, ovvero più di due morti al giorno. Un aumento dell’11,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dal rapporto Inail emerge nello specifico un aumento di due casi mortali nel Nord-Ovest (da 45 a 47), di quattro nel Nord-Est (da 34 a 38) e di 11 casi al Centro (da 23 a 34) e al Sud (da 47 a 58). Soltanto nelle isole si registra un calo (da 17 a 8 decessi). Le regioni in cui si è registrato l’aumento più consistente sono il Lazio (+12 casi), l’Abruzzo (+8), la Lombardia (+6) e la Campania (+5).

Alessandro Della Guglia

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4 Commenti

  1. Che problema c’è. Ora con il recovery plan verranno digitalizzate le fabbriche, le frese, gli operai. Sarà tutto in 20 g e non morirà più nessuno.

  2. ah,si sono svegliati….
    abbiamo dovuto aspettare che morisse una bella ragazza,
    perchè si cominciasse a parlarne:
    FINCHE’ MORIVANO UOMINI…. A CENTINAIA OGNI ANNO,
    non è mai fregato una mazza a nessuno,eh?

  3. “Si lamentava che fossero in pochi” !!
    Quante aziende, per ora perlopiù private, viaggiano in queste condizioni, da decenni?!
    Cosa si è fatto per consentirne l’ aumento del margine di contribuzione? Nulla, anzi tutto l’ opposto. Lo staterello se ne lava le mani dopo aver tradotto, recepito, convertito, normative altrui (il max che sa ormai fare).

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