12064379_10209097793871108_1078245598_nCagliari, 15 mar – Non sono servite le proteste del consigliere regionale Orrù né le dichiarazioni di FdI e NcS o il blitz di CasaPound a fermare il “laboratorio di travestimento per bambini dai 4 ai 9 anni” organizzato da Arc e Sardegna Queer nell’ambito della manifestazione “Le lesbiche si raccontano”. Il numero dei partecipanti ha però disatteso le aspettative degli organizzatori: appena 12 bambini su 30 posti disponibili, ma ciò non ha impedito agli attivisti LGBT di assumere toni trionfalistici nel celebrare quello che da alcuni è stato definito un “esperimento”(prima ancora che da CasaPound, per questo motivo minacciata di querela, dal sito web gaypost.it).


A poche ore giorni dall’evento sono state finalmente rese note le modalità con cui il “gioco simbolico” del travestimento sarebbe avvenuto. La descrizione viene affidata alla bocca innocente di una bambina di 5 anni che sul profilo facebook di Arc Cagliari racconta di essersi travestita da principessa “ma c’era anche il dottore e la dottoressa, la cuoca, il vigile, la samurai, la bimba Batman e tanti altri personaggi”. Resta da capire se anche il famoso supereroe dovrà subire il processo di “destrutturazione degli stereotipi di genere sessuale”, scopo dichiarato del laboratorio, magari sostituendo il “man” con un bell’asterisco già dal prossimo appuntamento: certamente “bambina Bat*” sarebbe già più congeniale alla filosofia politically correct della Cirinnà, che di recente ha incluso tra gli stereotipi del nostro tempo anche le figure genitoriali della mamma e del papà. E la domanda sorge spontanea: arriveremo ad eliminare anche questi con “il gioco del travestimento”? Tornando al “travestimento dei bambini”, scopriamo anche che a tutti i bambini è stata fatta recitare una filastrocca a dir poco inquietante prima di indossare i vestiti\costumi:

“C’è un villaggio in mezzo ai monti,
che è un po’ strano se fai i conti,
il suo nome è Tartalù
e chi ci vive ha una marcia in più.
C’è l’intrepida Salvatora
che di mestiere è muratora, […]
Poco più avanti vive Renato
che di mestiere fa il tato, […]
C’è la mitica Erica
che fa la meccanica […]
e poi Domingo il casalingo […]
Eleonora la pastora […]
e infine la sindaca Marica […]„

Se non parliamo di lavaggio del cervello o subdola manipolazione, 12516459_10209097793911109_493960218_nsicuramente constatiamo un’ importante influenza sulla “libertà d’ espressione” che veniva invece assicurata dalla locandina dell’evento. Locandina che, a meno di 48 ore dall’ iniziativa che pubblicizzava, è stata sostituita come ricorda la stessa Arc nei ringraziamenti del #dayafter quando cita “i grafici che fino all’ultimo momento hanno combattuto con i ‘cambi di programma’”: la prima (intitolata “laboratorio di travestimento per bambini”) è stata fatta sparire per lasciare posto ad una più innocua e presentabile che riferiva di un semplice “laboratorio per bambini e bambine dai 4 ai 9 anni”.

Potreste pensare che ad ambiguità si aggiunga ulteriore ambiguità. Che sotto sotto il gioco non sia poi così innocente come ci dicono e che una certa 12168918_10209097795871158_1222012183_ointerferenza con lo sviluppo della sessualità dei bambini, magari, potrebbe verificarsi. Ma c’ è il rischio concreto che proprio voi, cari lettori, coviate “in realtà una latente volontà politica omofoba” come ha sostenuto Gianluigi Piras, Consigliere di Amministrazione dell’ERSU intervenuto per smentire le polemiche riferite al finanziamento pubblico del laboratorio. Si scopre poi che l’Ente Regionale Studenti Universitari ha fornito i punteggi più alti nella graduatoria delle assegnazioni di finanziamenti pubblici proprio alle associazioni gay Unica LGBT, Sardegna Queer e UniversitArc. Ma anche questo fatto sarà minimizzato dai promotori de “le lesbiche si raccontano”.

Segue un video in cui due bambine vengono intervistate e scagliate nell’etere del web per testimoniare che il laboratorio è andato bene. Se avete l’ impressione che siano state manipolate da un ventriloquo o che la prassi sia quantomeno strumentale, ho una cattiva notizia per voi: state confermando la tesi di Piras, cattivoni omofobi! Questo e tanto altro emerge da un’iniziativa boldrinianamente inattaccabile che ha conquistato il beneplacito dagli psicologi di Psynerghia (disinteressatissimi pur avendo un ruolo centrale nell’animazione del laboratorio di travestimento…) garanti dell’assoluto rispetto dello sviluppo sessuale dei bambini. Se siete contrari, voi ignoranti semplici cittadini, se provate a contestare, preparatevi a fare i conti con le “#queerele” della nuova inquisizione: quella che decide come è giusto far crescere i vostri figli.

Vittorio Susinno

 

 

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6 Commenti

  1. Bene signori dai commenti inesistenti si capisce che a malapena solo chi vuole farsi convincere dalle vostre balle, può’ leggere la vostra disinformazione . Infatti scrivete balle che poi di fatto non sono altro che bugie .Dopo attenta ricerca degli interlocutori si viene a scoprire che i posti per il laboratorio erano 15 e non 30 ,quindi non solo scrivete balle ,ma pure che vi le passa evidentemente non sa nemmeno far di conto. In più’ dal video intervista alle bambine non si evince nulla ,oltre che vien spigato loro che da grandi possono fare qualsiasi lavoro !Speriamo non le giornaliste nel vostro ULTIMATO PROVINCIALE altrimenti avrebbero zero chance di dire qualcosa di veritiero.E poiché’ ormai abbiamo capito che dovreste spingere una presunta destra che di fatto non esiste ormai da 70 anni ormai,spero cominciate a dire la verità’ su questi eventi.

  2. bhè mik se si sente sicuro che le notizie dell’ articolo sono finte quereli la redazione magari poi vincono loro ed indirettamente lei la sovvenzionerà di tasca sua , visto solo le altre testate sono pagate e sovvenzionate o da aiuti pubblici (ovvero dei contribuenti italiani ) oppure hanno dietro miliardari
    Un aiuto a questa testata giornalistica che racconta fatti taciuti dà fastidio ed il suo commento ne è la prova

  3. Grazie Vittorio Susinno per la notizia difficile commentare perché siamo ormai obbligati a stare attenti a cosa si scrive , ma è giusto sapere cosa accada in alcuni luoghi

  4. 1)Caro Mik, il numero di partecipanti é scritto nero su bianco nella seconda locandina fatta circolare dall’ Arc e riportata anche su questo articolo: 30 (verifichi lei stesso la penultima riga).
    2)Il video é stato citato non tanto per il contenuto (volutamente normalizzato e pacchianamente rassicurante), quanto per la strumentalizzazione propagandistica incurante della tenera età delle intervistate. Persino tra i commenti “amici” del video viene raccomandata cautela prima di esporre a tutto il mondo le facce delle bambine di 5 anni.

    Bugie e falsità sono quelle propinate (in buona fede?) da lei e (in cattiva fede) dagli organizzatori, incapaci di affrontare in maniera diretta le contestazioni e asserragliati dietro l’ unica filastrocca che li rassicura veramente: “se ci criticate vi quereliamo”.

    Saluti cari!

  5. Con questo non voglio dire che sono a favore di queste iniziative ! Poiché’ mi capita di postare i vostri articoli su delle pagine fb ,son stato non poco attaccato ,e da qualcuno anche tranquillizzato. D’ora in poi magari andate di persona a vedere gli eventi e scrivete ciò’ che vedete ! Ah un altra cosa ,non devo querelare proprio nessuno perché’ e’ bastata la vostra scarsa professionalita’ a far desistere i lettori.

    • caro mik, non so chi l’ abbia attaccata o rassicurata quando ha postato l’ articolo in qualche sua pagina, ma si tratta palesemente di un “attacco” ben studiato. Gli attivisti LGBT sono maestri nell’ insorgere con toni drastici ogni qualvolta vengano criticate le loro attività più ambigue.
      Gridano allo scandalo, minacciano denunce e cercano di appigliarsi a qualsiasi cosa possano interpretare come “atto omofobo”.
      Qui non c’ è alcun intento di discriminare ideologicamente le loro battaglie, e l’ articolo lo dimostra con la sua perizia e chiarezza in quanto parla di fatti, non di cose astratte.
      Non sono arrivate nemmeno le tanto sbandierate querele che, quando annunciate, hanno avuto il solo scopo di dissuadere chiunque ad unirsi al coro delle proteste.
      L’ intento di chi l’ ha contattata è più che chiaro: fare “terra bruciata” attorno ai contestatori del “laboratorio” colpendo chi li pubblicizza (pagine fb, giornali, commenti, ecc.).

      Tecniche subdole ma ben studiate che possono anche ingannare gli ingenui.
      Non si faccia traviare! 😀

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