Roma, 11 nov — Tira aria di squalifica per la bella Micol Incorvaia, l’ultima arrivata in casa Grande Fratello Vip che ha scatenato la bufera per aver canticchiato Faccetta nera pochi minuti prima della messa in onda della diretta di giovedì sera. Nel fase «trucco e parrucco» di preparazione delle concorrenti, alcuni telespettatori dall’udito finissimo (e con un’infinità di tempo da perdere) hanno infatti intercettato il motivetto bisbigliato per pochissimi secondi dall’influencer, e ne hanno immediatamente richiesto la squalifica.

I fan chiedono la squalifica per la Incorvaia: ha cantato Faccetta Nera

«Chiediamo la squalifica per Micol Incorvaia che canta Faccetta Nera, un Inno al Fascismo, la piú brutta pagina della storia Italiana. Un bruttissimo messaggio per milioni di Telespettatori. Ricordiamo che in Italia l’apologia di Fascismo é reato» scrive un utente Twitter invocando gogna e rogo per la Incorvaia. 

Un illustre precedente

Non sarebbe certo la prima concorrente del GF a passare sotto i colpi della mannaia censoria: un precedente illustre è dato da Fausto Leali, che — va detto — nel 2020 ce la mise davvero tutta per farsi squalificare. Prima si esibì in temerarie esternazioni sul Duce: «Se fai nove cose giuste e una sbagliata, la gente ti ricorderà solo per quella sbagliata. Prendiamo ad esempio Mussolini, ha fatto delle cose per l’umanità, ma poi è andato con Hitler. Il quale nella storia era un fan di Mussolini».

Non pago, in pieno delirio Black lives matter, si era concesso il bis, addentrandosi con nonchalance nello spinosissimo territorio della «parola che inizia con la enne»: in presenza di Enock Barwuah, fratello di Mario Balotelli spiegò che «Nero è il colore, negro è la razza» e aveva rincarato la dose ricordando che fino a qualche decina di anni fa in Italia «negro» non era affatto un termine offensivo, ma di utilizzo comune. A tal proposito, il cantante aveva portato come esempio il disco Angeli negri, uno dei suoi successi, prodotto nel 1968. Il resto è storia.

Cristina Gauri

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