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Roma, 12 ott – “Le imprese paghino i tamponi ai lavoratori portuali senza green pass“: una circolare del Viminale chiede alle aziende di accollarsi la spesa pur di evitare il caos a partire da venerdì 15. Nei giorni scorsi le associazioni di categoria hanno lanciato l’allarme sul rischio paralisi del trasporto merci, a partire da quello smistato nei porti, proprio a causa dell’entrata in vigore dell’obbligo di green pass per i lavoratori. Per ovviare al problema il governo ha pensato bene di penalizzare le aziende del settore, invece di sobbarcarsi la spesa dei tamponi.



Caos green pass, Viminale: “Imprese paghino tamponi a lavoratori portuali”

Infatti il ministero dell’Interno ha emanato una circolare con “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro con il green pass”. La circolare prende in considerazione la situazione dei porti, dove la presenza di un’alta quota dai lavoratori senza green pass potrebbe mandare tutto in tilt. Sarebbe infatti a rischio il lavoro di smistamento delle merci per via dell’obbligo di green pass. A tal proposito la circolare raccomanda alle autorità portuali “di sollecitare le stesse imprese affinché valutino di mettere a disposizione del personale sprovvisto di green pass test molecolari antigenici rapidi gratuiti“. Tamponi gratis, dunque.

“Le imprese portuali si occupino dei controlli sulla certificazione Covid 19”

La circolare inoltre incoraggia le aziende che operano nei porti a richiedere al proprio personale “di comunicare con il necessario preavviso il possesso o meno della certificazione Covid 19”. Questo per poter “superare eventuali criticità tali da incidere sull’organizzazione del lavoro”. Tradotto, le imprese devono occuparsi dei controlli sulla certificazione verde senza rallentare le operazioni di smistamento. Negli ultimi mesi diverse società che operano nei porti hanno già cominciato a pagare i tamponi ai dipendenti. Con convenzioni con le farmacie per garantire, per esempio, l’accesso in mensa.

La decisione del Viminale di intervenire con una circolare nasce anche a seguito delle proteste dei lavoratori portuali, come quella di Trieste, che ha visto la partecipazione di migliaia di persone. I lavoratori giustamente condannano il ricatto che impone a chi non intende vaccinarsi di pagare per lavorare. Ora però non è escluso che siano le aziende a protestare contro la decisione del governo di scaricare su di loro il costo dei tamponi.

La circolare del Viminale

Adolfo Spezzaferro



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3 Commenti

  1. Fate così.

    Per essere veramente in sicurezza state a casa.

    E ormai ben chiaro che il #GreenPass è un ricatto per costringere la gente a vaccinarsi e non fare la solita figura di m… di milioni in vaccini inutili regalati a multinazionali
    https://napoli.repubblica.it/dettaglio/influenza-a-un-milione-di-vaccini-inutili/1830749

    Ma un ricatto genera un trauma che porta alla depressione reattiva breve con prognosi da due settimane ad un mese e mezzo.

    Quindi domani anziché andare a fare il tampone andate dal medico di base con occhio spento e faccia triste e ditegli che siete depressi perché ricattati.

    Per malattia causata da terzi l’INPS si rivale sul terzo danneggiante e voi ve ne starete tranquilli a casa
    ma anche fuori che a stare sempre in casa vi deprimete ancor di più
    https://www.studiocataldi.it/articoli/41652-il-lavoratore-depresso-in-malattia-puo-uscire-a-divertirsi.asp

    senza essere assillati dalla mancanza di stipendio perché la malattia è pagata 😀

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