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Bologna, 12 ott — Caos alla facoltà di Filosofia dell’università di Bologna: Silvia, studentessa di vent’anni contraria al green pass e sprovvista del certificato vaccinale è riuscita a entrare nell’aula eludendo i controlli, per poi essere «smascherata». Invitata a uscire dalla struttura, ha opposto resistenza finché la docente ha rifiutato di procedere oltre con la lezione universitaria, sospendendola. La decisione dell’insegnante ha scatenato la rabbia dei compagni di corso, che in 50 sono dovuti tornare a casa.



Studentessa senza green pass insultata e minacciata

Discriminata, insultata, minacciata fisicamente ed emarginata: «Ho scelto di non aderire all’infame carta verde e di presentarmi in aula. Un’ora dopo essere entrata la professoressa è stata informata che non ero in possesso del green pass e ha annullato la lezione perché mi sono rifiutata di uscire. I miei compagni hanno reagito con insulti e minacce, invitandomi a non ripresentarmi». Lo ha pubblicamente denunciato la stessa studentessa durante una manifestazione No Pass in piazza Maggiore, nel capoluogo felsineo.

Scene da Colonna infame

Una situazione al «limite del decoro umano», a partire dalla decisione della docente di sospendere le lezioni mettendo una studentessa contro una cinquantina di colleghi inferociti. Alla faccia dell’inclusione. «Quello che è stato assurdo è stato il seguito, ho avuto tutta la classe inviperita contro, insulti, chi si è alzato pretendendo i soldi del biglietto universitario che lo ha portato a perdere la lezione per colpa mia, chi mi ha reagito dandomi della troia no vax, chi è venuto a urlarmi contro di seguire online», ha raccontato la giovane. Scene da colonna infame, culminate in una serie di atteggiamenti indegni. «Una volta uscita mi ha aspettato un gruppetto di persone che ha iniziato ad accanirsi, a sputare per terra vicino ai miei piedi, un tipo mi ha scattato a dieci centimetri dalla faccia dicendo che se non fossi stata una ragazza mi avrebbe già menato, ha minacciato di chiamare la polizia se mi fossi presentata alla lezione successiva per farmi sbattere fuori».
L’accanimento contro la studentessa è poi proseguito sul gruppo dell’università, dove i membri postavano «foto di fucili dicendo che avrebbero dovuto usare quelli, che dovevano unirsi tutti per insultarmi e cose del genere». Ora, ha concluso la giovane, «vi dico questo per sottolineare la necessità di fare qualcosa, non possiamo accettare che capitino situazioni del genere al limite della violenza fisica, dobbiamo iniziare a stimolare un po’ di risposta a queste scene distopiche, perché la parte veramente disgustosa è stata che il giorno prima che eravamo in 10 nessuno ha osato fiatare».

Cristina Gauri



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6 Commenti

  1. è successo anche a me non più di un mese fa, è il governo che fomenta questo odio, vedrete cosa succede dopodomani, sono all’arroganza pura senza motivo, se la stanno prendendo con chiunque si permetta di dissentire di qualsiasi cosa non sia di loro gradimento, non torneranno mai indietro si è permesso che prendessero il controllo e adesso se qualcuno non si sveglia non li fermeremo più, forti di un presidente della repubblica sempre più in delirio che li sta spalleggiando spudoratamente.

  2. Che schifo! E studenti di filosofia!! Certo, con una docente così, sarà difficile recuperarli. Che poi all’università dovrebbero già esserci arrivati maturi…

  3. Ha subito pure l’ attacco della pezzente scribacchina di turno per supposta malattia di protagonismo ! Da che pulpito l’ insinuazione…

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