Fresh raw beef on cutting board

Roma, 4 nov – Dopo il terroristico allarme dell’Oms sui rischi di una dieta a base di carne rossa, i cui presupposti anche ideologici abbiamo già evidenziato, ora arrivano una serie di evidenze scientifiche di segno totalmente opposto.

I ricercatori della Oxford University, per esempio, hanno spiegato che l’assunzione di carne rossa fa addirittura bene al cervello, ai muscoli e alla fertilità.

Al cervello, la carne rossa fornisce importanti riserve energetiche, nonché DHA, un grasso omega-3 che aiuta lo sviluppo delle attività cognitive. La carne rossa contiene la vitamina B12, responsabile della capacità replicativa delle cellule e del DNA. Uno studio pubblicato sul British Journal of Nutrition ha dimostrato che le persone che non assumono prodotti di derivazione animale come carne, latte o uova, rischiano una carenza di vitamine B12.

Importante anche l’apporto di carnosina, un dipeptide che si trova principalmente nei muscoli e nel cervello e aiuta a prevenire i morbi di Parkinson e Alzheimer e a contrastare l’invecchiamento. Inoltre contiene selenio che, secondo uno studio del Journal of Trace Elements in Medicine and Biology, aumenta la produzione di spermatozoi e di conseguenza la fertilità maschile.

Confermato, per carità, il dato secondo cui il consumo di carne aumenterebbe le possibilità di sviluppare un tumore di un quinto. Ma dal momento che tale possibilità è del 6%, aumenterebbe solo fino al 7%. L’ideale sarebbe di mangiare 70 grammi di carne rossa al giorno.

Critiche al rapporto dell’Oms arrivano poi dall’Irccs Neuromed, in questi giorni a convegno su “Dieta mediterranea: dai prodotto molisani al progetto Moli-Sani”, organizzato a Campobasso nell’ambito delle iniziative “Expo e territori”. “Credo che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) abbia fatto degli errori di comunicazione, perché cancerogeno vuol dire che genera il cancro ma la carne non fa venire il tumore“, ha spiegato il professor Giovanni De Gaetano, direttore del dipartimento di epidemiologia e prevenzione.

La carne “aumenta il rischio che, con altre situazioni, si possa verificare un fatto tumorale. Ma dare l’idea che A causa B – ha proseguito De Gaetano – è una falsa informazione. Il dato scientifico c’è, lo sappiamo anche noi e lo sappiamo dagli studi sulla dieta mediterranea: chi consuma carne frequentemente ha un rischio maggiore di malattie cardiovascolari o di tumori, ma questo non vuol dire che la carne provoca l’infarto o il cancro”.

D’accordo anche il professor Giovanni Scapagnini, neuro-scienziato socio fondatore della Sinut e uno dei direttori dell’International Council of Genetics, Nutrition and Fitness for Health’, che ha fatto notare che sulla carne rossa e la carne lavorata “l’Oms fa riferimento a delle statistiche: il messaggio è sicuramente pesante, ma non dobbiamo dimenticare che ci sono variabili che non trapelano da questo messaggio“. In particolare, è “importante ricordare tre variabili: che carne stiamo mangiando e quindi come è stata trattata, come viene cucinata e con che cosa mangiamo la carne. Nel contesto della dieta mediterranea la carne mangiata con un grande quantitativo di fibre è una carne assolutamente ‘safe’, dal mio punto di vista, soprattutto se si tratta di carne proveniente da allevamenti controllati”.

Giorgio Nigra

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