Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 20 lug — Dividere le carrozze dei treni tra vaccinati e non vaccinati: l’ideona in odore di segregazione stile Alabama degli anni ’30 del secolo scorso è venuta a Mauro Felicori, assessore regionale in Emilia Romagna alla Cultura e Paesaggio. In un post su Facebook l’esimio salta sul carrozzone delle «proposte intelligenti» riguardo a come gestirsi quella rimanenza di italiani che ancora è renitente al vaccino. Quale misura migliore di un surrogato dell’apartheid per uscire dalla pandemia?  



Felicori vuole i treni segregazionisti per no vax

Sentite cosa dice il Felicori: «Ho già assunto una posizione netta a favore di una applicazione rigorosa del Green Pass. Ma devo dare qualche chiarimento: innanzitutto in questa eventuale norma non bisogna solo vedere i divieti, ma anche le opportunità. In campo culturale si aprirebbe la strada all’abolizione del distanziamento nei teatri e nei cinema, che oggi dimezza i posti disponibili, rendendone insostenibile la gestione», scrive.

Poi illustra il progetto che riguarda il trasporto pubblico. «In secondo luogo, avendo come obiettivo la salute e non la mortificazione dei refrattari, si potrebbe applicare in modo variabile: ad esempio in treno dividendo le carrozze, come era una volta per i fumatori». Vuole la salute dei no vax, lui, non la mortificazione: non ci è dato però di sapere secondo quale principio medico, ché il Felicori non ha lauree mediche. Suggeriamo di porre il divieto di comunicare tra passeggeri no vax, già che c’è, per evitare le classiche adunate sediziose. In tal caso, il treno cambia marcia e punta dritto verso il gulag. Ha da venire Rosa Parks…

Il mantra del Green pass obbligatorio

Poi conclude suggerendo, «Se poi bar e ristoranti rimanessero fuori da ogni provvedimento, come temo», di autorizzare, almeno «i titolari che lo vogliano a scegliere la formula ‘Green Pass obbligatorio’, che peraltro secondo me aumenterebbe i clienti, almeno nei ristoranti». Tutti a lezione di economica con il Felicori! «Comunque è ora che il mondo della cultura, che in prevalenza ha accettato senza reazioni gli eccessi di limitazioni alla vita di musei, cinema, teatri e biblioteche, si applichi al problema: siamo in estate e il bel tempo aiuta, ma le stagioni 2021/22 in ottobre cominciano». Sotto con l’apartheid. 

Cristina Gauri



La tua mail per essere sempre aggiornato

6 Commenti

  1. Una persona da stimare ed ammirare, per essere riuscita ad attivare le rotelle del cervello nel senso giusto.

  2. No No, va benissimo; io viaggio in treno ed ho una gran paura di prendermi il covid negli scompartimenti stretti come sono. Complimenti, vada avanti fino a portare la proposta al Governo.

Commenta