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CasaPound, dieci condanne a 2 anni e 2 mesi per l’occupazione. “Sentenza spropositata e faziosa, non arretriamo”

by La Redazione
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Roma, 27 giu — Mentre nella Roma di Gualtieri le occupazioni rosse vengono sovvenzionate con fiumi di denaro pubblico e coccolate da media, istituzioni e alti prelati, una sentenza in primo grado spropositata e di chiara matrice politica colpisce dieci occupanti di CasaPound Italia coinvolti nel processo per l’occupazione del 2003 di via Napoleone III a Roma, da vent’anni faro di promozione sociale e culturale del quartiere Esquilino (e non solo) che ha ospitato eventi e iniziative a 360° fornendo alloggio a famiglie in emergenza abitativa. Due anni e due mesi, condanne che «confermano ancora una volta la faziosità di una certa magistratura», commenta il movimento delle tartarughe frecciate in un comunicato.

Occupazione CasaPound, 10 condanne a 2 anni e 2 mesi in primo grado

«Mentre a Roma il Comune acquista e regala spazi ai centri sociali come nei casi del Porto Fluviale e dello Spin Time con milioni di euro, si vuole colpire l’unica occupazione non conforme della città dove famiglie italiane hanno trovato negli anni un luogo di confronto e aiuto», esordisce la nota. «Senza CasaPound, il palazzo di via Napoleone III sarebbe l’ennesimo simbolo del degrado della Capitale, mentre ora è un punto di incontro culturale, sociale e politico in un quartiere lasciato a sé stesso dalla solita politica».

“Non arretriamo di un metro”

CasaPound non si lascia intimidire dalla sentenza, che, precisano «non ci trova in ogni caso impreparati: siamo pronti a difendere il palazzo e le famiglie in difficoltà che qui hanno trovato un porto sicuro e ricorreremo certamente in appello». Si tratta del primo caso in assoluto dove per un’occupazione, che tra l’altro risale a 20 anni fa, «si arrivi a condanne superiori a due anni che coinvolgono anche le famiglie in emergenza abitativa che in CasaPound hanno trovato un tetto». Le dieci condanne, conclude la nota del movimento, sono li a dimostrare «ancora una volta, se necessario, da che parte sta chi combatte da anni un sistema marcio e chi, centri sociali e estrema sinistra, gioca a fare il ribelle col benestare di politica e magistratura. Sia chiaro a tutti che non arretriamo di un metro», è la promessa delle tartarughe frecciate.

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