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Chi è Abdalmasih Hanoun, l’attentatore di Annecy

by Michele Iozzino
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Hanoun

Roma, 9 giu – Si chiama Abdalmasih Hanoun l’uomo che ha seminato il terrore in un parco della cittadina francese di Annecy, ferendo gravemente quattro bambini. Originario della Siria, alle spalle un matrimonio finito, appena qualche giorno fa le autorità di Parigi avevano respinto la sua richiesta di asilo politico.

Chi è Abdalmasih Hanoun

Secondo il racconto dell’ex moglie, Hanoun è nato nel 1991 presso la città siriana di Hassake, dove è presente una forte comunità cristiana. Lui stesso sarebbe di fede cristiana. L’uomo si è poi trasferito nel 2013 in Svezia, ottenendo l’asilo politico. I due però si sono conosciuti in Turchia cinque anni fa, insieme hanno una bambina di tre anni, e risiedevano a Trollhättan, nella parte occidentale del Paese scandinavo. Entrambi avevano seguito un corso di formazione per diventare infermieri. I due si sono separati otto mesi fa, quando l’uomo ha deciso di abbandonare la Svezia non essendo riuscito a ottenere la nazionalità svedese.

Dalla Svezia alla Francia

Dopo il soggiorno in Svezia Hanoun è entrato legalmente in Francia, ma l’ex moglie afferma di non sentirlo più da quattro mesi. Nel novembre 2022 ha inoltrato una domanda di asilo alle autorità francesi, che è stata rigettata il 4 giugno. Un rifiuto che potrebbe essere alla base del suo gesto. Tuttavia, avendo già ricevuto asilo politico dalla Svezia ed essendo quindi già libero di spostarsi liberamente negli altri Paesi dell’Unione europea, cosa che rende di fatto inutile una seconda richiesta di asilo, la sua domanda è stata ritenuta inammissibile. Nonostante questo, aveva domandato e ottenuto asilo anche in Italia e in Svizzera.

Una storia di ordinaria immigrazione

In Francia l’uomo non aveva una fissa dimora e secondo alcune ricostruzioni aveva trovato rifugio in una chiesa. Alcuni testimoni affermano che da qualche giorno aveva cominciato a frequentare i bar e i locali vicino al parco dove ha poi colpito, comportandosi in maniera insolita e dando segni di nervosismo. Insomma, una storia di ordinaria immigrazione. Pensare che appena il 23 maggio il sindaco di Annecy si era vantato che la città fosse “una terra di resistenza ai fascismi, una terra di solidarietà, una città-rifugio per coloro che fuggono dalle guerre.

Michele Iozzino

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1 commento

Germano 9 Giugno 2023 - 10:19

Tutto frutto della politica criminale europea, complice dei criminali americani yankee e della loro “esportazione di democrazia”. I Paesi della NATO hanno commesso lo stesso crimine mille volte e peggio in Siria e con questo squilibrato psichico sono stati vittime alcuni piccoli innocenti con un assaggio di ciò che i siriani hanno vissuto nel loro Paese nelle mani di questi guerrafondai che per fortuna sono in scacco matto irreversibile.

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