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Roma, 12 set – È il caso di cronaca che oggi sta facendo più discutere. Come vi abbiamo già raccontato, a Rimini ieri sera un immigrato somalo ha accoltellato cinque persone, tra cui un controllore donna (grave ferita al collo) e un bambino di 6 anni, a cui è stata recisa la giugulare (è in prognosi riservata, ma dovrebbe cavarsela). Tutto è iniziato sulla linea 11 dell’autobus della città romagnola, dove il richiedente asilo ha tirato fuori una lama dallo zaino dopo che due controllori donne gli avevano chiesto il biglietto. Poi la fuga e la furia omicida per le strade, di cui è rimasto vittima un bambino di origini bangladesi.



Quello che sappiamo del somalo di Rimini

Ma chi è, più di preciso, il somalo che ha terrorizzato Rimini? Le informazioni sul suo conto non sono ancora sufficienti a ricostruire un quadro esaustivo, ma qualche dato sta iniziando a filtrare. Dell’uomo non si conoscono le generalità, ma sappiamo che ha 26 anni e che è sbarcato in Europa nel 2015. Prima di approdare in Italia, l’uomo era stato in altri Paesi. In seguito, varcati i nostri confini, ha presentato domanda per ottenere lo status di rifugiato. Al momento dell’arresto, la sua residenza era una struttura della Croce rossa. Chi lo conosce ne ha parlato agli agenti come di un soggetto aggressivo e talvolta violento. E infatti l’assessore al Comune di Rimini, Jamil Sadegholvaad (Pd), ha dichiarato che verrà presto accertato il motivo per cui «l’aggressore, residente in un comune vicino, potesse circolare nonostante lo status particolare e, pare, episodi aggressivi che lo avevano già visto protagonista».

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Le reazioni della politica

Tra le personalità della politica, sulla vicenda del somalo di Rimini sono intervenuti sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni, con il segretario della Lega che ha aspramente criticato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che dal suo insediamento non ha mai mostrato particolare interesse per i disagi causati dall’immigrazione. Ma anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, il dem Stefano Bonaccini, è stato molto duro: «Siamo in contatto costante con il Comune per seguire gli sviluppi della vicenda e a disposizione dei familiari per qualsiasi necessità. Ora vengano accertati i fatti e applicata la legge col massimo rigore nei confronti di chi si è reso colpevole di un fatto drammatico e inaccettabile».

Vittoria Fiore

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3 Commenti

  1. pork….

    è ora di dare un segnale che la misura è colma:
    espiantategli gli organi,e seppellite gli avanzi in una tomba senza nome in mezzo ai campi.

    una decina trattati in questo modo con ampia pubblicità…
    nei paesi di provenienza di roiti immondi del genere e vedrete come fan presto a imparare a evitare il nostro paese,
    oppure rigar dritto…
    come se li avessero impalati con un cipresso.

  2. Droga + disadattamento (e l’ immigrato è una categoria tra i disadattati), è = bomba sociale. Ci vorrà ancora molto per capirlo ?! Robe da chiodi!

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