livorno rifiutiLivorno, 30 nov – Scene che sembrano girate nella Napoli di qualche anno fa, ma siamo ben lontani dal capoluogo campano. Circa 500 km in linea d’aria più a nord, nel cuore più rosso della rossa Toscana, in quel capoluogo labronico passato – con un clamoroso ribaltone – nelle mani del pentastellato Filippo Nogarin. Il quale, in poco meno di un anno e mezzo di mandato, è riuscito a far precipitare la città in un’emergenza rifiuti fuori dal comune.

Facciamo un passo indietro. Ad occuparsi dell’igiene e nettezza urbana è la municipalizzata Aamps, gravata da anni di (mala)gestione targata Pd: pesano investimenti sbagliati e, a detta del sindaco, un forte lassismo sulla riscossione delle tariffe. Tanto da aver fatto lievitare a oltre 40 milioni di euro i debiti, mettendo così a rischio la sua stessa esistenza.

A questo punto, le strade percorribili erano due. La prima passava per la ricapitalizzazione dell’azienda e la prosecuzione della sua attività. La seconda passava invece per il tribunale, tramite un concordato fallimentare in continuità. Nogarin ha scelto quest’ultima e il motivo lo spiega direttamente Beppe Grillo dal suo blog: “Si è puntato sulla seconda opzione: non gravare sui cittadini, tutelare gli operai e far emergere le responsabilità della precedente amministrazione Pd. Qualcuno forse farebbe meglio ad andarsi a costituire”. Nessuna motivazione tecnica, ma squisitamente una vendetta politica. Addolcita da una mezza verità (o mezza bugia, a seconda del punto di vista): perché tutti forse sappiamo come comincia un concordato, ma nessuno – né Nogarin, né Grillo – sa come va a finire. La promessa di mantenere dal primo all’ultimo i posti di lavoro è quindi la classica promessa – visto che siamo proprio in una città portuale – da marinaio. Da qui lo sciopero dei netturbini, che ormai hanno paralizzato la raccolta dei rifiuti a Livorno lasciando i cassonetti tracimanti di immondizia. Con la ricapitalizzazione la città avrebbe dovuto forse fare qualche sacrificio in più, ma si sarebbe evitato di arrivare a questa situazione. Sono scelte.

La situazione non sembra per il momento essere destinata a sbloccarsi. Ma Grillo ci mette il carico, continuando a riversare colpe sul colpe al Partito Democratico. La situazione di difficoltà dell’Aamps sarebbe dovuta, fra le altre cose, anche al fatto che banche come Montepaschi abbiano chiuso i rubinetti una volta che la città è passata dalle mani del Pd a quelle dei Cinque Stelle. Peccato che – forse Grillo se lo dimentica – dopo gli svariati aumenti di capitale che hanno interessato l’istituto, le quote indirettamente riferibili a sistemi locali di potere dei democratici si sono ridotte a circa il 2.5%. Un po’ poco, è lecito pensare, per poter orchestrare un complotto ai danni di Livorno. Tanto più che quella striminzita percentuale afferisce sì a Comune, Provincia e Ateneo…ma di Siena.

Intanto che Grillo e Nogarin – che per inciso, ripetiamo, non è sindaco da ieri ma da quasi un anno e mezzo – denunciano complotti in salsa democratica, Livorno finisce sommersa dai rifiuti. Volevano spazzare via corruzione e malaffare dall’Italia: per ora non riescono nemmeno a far passare la ramazza sulle strade di un capoluogo di provincia.

Giuliano Lebelli

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Commenti

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5 Commenti

  1. Comunque i grillini non hanno tutti i torti, figuriamoci se la rossa toscana con il PD al governo, non gli sta facendo terra bruciata.

  2. Beh, i toni di questo articolo mi sembra che diano ragione alle spiegazioni di Grillo….
    Ci si legge tutta la scuola del corporativismo dell vecchio PCI.
    Mettiamogli i bastoni tra le ruote per far vedere quanto incapaci sono…

    • i debiti li ha fatti il pci.pds.ds.pd durante ma….Nogarin, il sindaco come si definisce lui anarco.grillino, ex Democrazia Proletaria (!!), é in carica da quasi 2 anni e ha peggiorato la situazione.

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