Roma, 9 ago — La città di Civitanova Marche nuovamente sotto le luci dei riflettori per fatti di cronaca nera che coinvolgono immigrati, in questo caso un 30enne tunisino accoltellato e ucciso nel corso di una rissa sul lungomare sud della cittadina in provincia di Macerata.

Civitanova, ucciso 30enne tunisino

Stavolta sarà più difficile additare il presunto razzismo degli italiani come accaduto per l’omicidio di Alika Ogorchuckwu, il 39enne venditore ambulante nigeriano ucciso il 29 luglio in strada con percosse dal 32enne Filippo Ferlazzo, ora in carcere: stando a quanto riportano le cronache locali e secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, infatti, la rissa e relativo accoltellamento del tunisino sarebbero scattati a causa di un litigio tra immigrati. L’episodio si è verificato verso le 22 di ieri sera. All’arrivo delle forze dell’ordine, allertate intorno alle 22.30, la scena del crimine era deserta: l’immigrato era già stato portato in ospedale — dove sarebbe morto di lì a poco — da un ragazzo italiano che aveva assistito alla scena.

Ferito anche un altro straniero

Tutta l’area intorno è stata transennata dagli agenti del commissariato di polizia di Civitanova e dalla polizia municipale, intervenuti con una squadra dei vigili del fuoco. L’arma del delitto, un grosso coltello, è stata trovata successivamente, abbandonata in un parco vicino al luogo dell’omicidio. Nella rissa sarebbe rimasta ferita anche un’altra persona, sempre a coltellate. Secondo gli investigatori l’omicidio potrebbe essere legato a un regolamento di conti causato da una precedente aggressione legata allo spaccio di sostanze stupefacenti. La rissa è avvenuta in una delle zone più frequentate della città, all’ora della movida, tanto che il lavoro degli investigatori è stato seguito da decine di curiosi.

Sempre nella stessa zona, nella notte tra sabato e domenica, due magrebini avevano pestato a sangue un pakistano. Gli inquirenti sono al lavoro per accertare eventuali collegamenti tra l’omicidio di ieri sera e l’aggressione di sabato. E’ evidente come il problema di Civitanova non sia legato al razzismo, ma alla gestione dell’immigrazione.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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