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Massa, 29 gen – «Sandro Pertini capo partigiano che uccise una marea di persone… lo stesso che annunciò di essere un “brigatista rosso”». E’ finito sulla graticola mediatica giovanissimo consigliere leghista di Massa Filippo Frugoli, che pochi giorni fa aveva diffuso sui social questo durissimo commento con l’intento di pronunciarsi contro l’intitolazione di un ponte al presidente della Repubblica Pertini. E ha subito fatto dietrofront richiamato all’ordine da una Lega sempre più suddita e schiava del senso di colpa culturale che non avrebbe alcuna ragione di essere.

L’alzata di scudi

Il post aveva subito provocati la levata di scudi dem: il Pd di massa aveva protestato invitando Frugoli «a studiare», nei giorni successivi si era scomodato persino il deputato di sinistra italiana-Leu Nicola Fratoianni: «Definire Sandro Pertini, uno dei presidenti più amati dagli italiani, ‘assassino’ e ‘brigatista rosso’ come ha fatto un consigliere comunale di Massa, segretario dei giovani della Lega di quella città è al di là di ogni soglia di tolleranza. Anzi già che ci siamo questo consigliere comunale dovrebbe dimettersi dall’incarico Istituzionale».

In ginocchio sui ceci

Non c’è stato nulla da fare. La sudditanza destrorsa e il “senso di colpa” nei confronti della sinistra sembra impossibile da estirpare: loro non chiedono mai scusa, nemmeno per le dichiarazioni più vergognose, i leghisti lo devono fare sempre. E così sia Frugoli sia la Lega si sono visti costretti (da chi? da Fratoianni?) a inginocchiarsi sui ceci e rimangiarsi tutto. 

Le scuse

Frugoli ha pubblicato ieri un post di scuse: «Chiedo SCUSA se ho sbagliato – spiega – Quando si fa un errore – scrive ancora – l’importante è rendersene conto ed andare avanti. Se ho sbagliato me ne assumo le responsabilità e fine del discorso. Tutti sbagliano nella vita, a 21 anni forse è ancora più facile sbagliare e penso anche che esistano errori molto più gravi. Comunque, non cerco giustificazioni. Sono una persona seria e non sono uno scemo, per questo mi assumo le mie responsabilità».

La reazione ufficiale della Lega è anche più genuflessa: «Prendiamo completamente le distanze da quanto dichiarato sui social dal nostro consigliere comunale massese, Filippo Frugoli. Parole sconsiderate su cui dissentiamo in toto; per noi, il compianto Presidente Sandro Pertini è in realtà una delle massime ed apprezzate figure istituzionali italiane, e certamente non merita certe inaccettabili dichiarazioni». Certo, quelle amnesie sulle foibe e il bacio sulla bara di Tito non sono proprio una medaglia sul petto del compianto presidente, ma vuoi scontentare il tribunale del pensiero rosso? Parliamo di quello stesso Pertini che appena eletto Presidente nel 1978 concesse la grazia a Mauro Toffanin, condannato all’ergastolo perché da capo partigiano della Brigata Osoppo si era aggregato, supportandolo attivamente, al IX Corpus titino responsabile delle foibe e autore della strage di Porzus.

«Probabilmente, ma non è una scusante – aggiunge La Lega provinciale -, la giovane età di Frugoli non gli ha permesso di essere più riflessivo prima di esternare pensieri censurabili; invitiamo il consigliere a guardare più al futuro e non al passato. L’inesperienza – conclude – purtroppo, talvolta, fa commettere sciocchezze come quella del nostro consigliere che si è poi prontamente scusato, capendo di aver commesso un grave errore».

Cristina Gauri

4 Commenti

  1. per il sottoscritto Pertini è quel presidente che si è chinato a baciare la bara di quel maiale di tito ai funerali di quest’ultimo;

    bene sempre ricordare questa infame e ributtante gesto sulla bara di chi ha massacrato migliaia di Italiani in TERRA ITALIANA colpevoli solo di esserlo.

  2. Questo succede perché i leghisti, a volte anche i fratelli d’Italia, non hanno convinzioni profonde, principi ideologici saldi e fermi, ma solamente umori e opinioni che valgono fino a quando torna comodo esprimerli. Banderuole al vento!

  3. Sottoscrivo e confermo che quel porco di pertini bastardo era un vigliacco infame e spero bruci all’inferno insieme ai vermi schifosi rossi par suo. Mi nonno camicia nera dell’ovra ne fece fuori parecchi sparandogli alla nuca seduti sulla sedia al contrario e bendati all’epoca. Ai partigiani si spara!