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Roma, 22 mar – Tutti noi ci ricordiamo di quando Giuseppe Conte, a precisa domanda di Lilli Gruber sull’imminente arrivo del Covid-19, rispose sicuro: «Siamo prontissimi». Di più: l’allora presidente del Consiglio parlò di «misure cautelative all’avanguardia rispetto a tutti gli altri Paesi». Come è andata poi a finire lo sappiamo tutti: l’Italia si è dimostrata completamente impreparata a gestire l’emergenza pandemica, e nella memoria collettiva degli italiani sono ancora vivissime le tristi immagini dei camion militari che, a Bergamo, trasportavano le salme dei morti per Covid. E sebbene il governo Conte abbia poi pateticamente provato a parlare di «modello Italia» (smentito da tutti), ora stanno sempre più emergendo le colpe dell’esecutivo giallofucsia nella scriteriata gestione del coronavirus. Di più: ora è anche lo Spiegel a puntare il dito contro il governo Conte, accusandolo di aver insabbiato le notizie sui morti di Covid.

Lo Spiegel affossa i giallofucsia

Oggi il noto settimanale tedesco ha infatti pubblicato una corposa inchiesta in cui vengono enumerati tutti gli errori commessi dal governo Conte nella gestione del Covid. Più in particolare, lo Spiegel riferisce di una denuncia presentata alla Procura di Bergamo da 500 famiglie che hanno avuto morti per coronavirus. «Le accuse sono pesanti», specifica il settimanale tedesco. I documenti in mano alle famiglie, infatti, «mostrano che sono stati compiuti degli errori», che poi sarebbero stati «nascosti» dalle autorità italiane. In sostanza, «l’Italia avrebbe reagito in ritardo e in modo errato alla pandemia. Il Paese è stato travolto perché i piani di crisi erano vecchi e pieni di lacune. Gli errori commessi sono stati insabbiati. Per questo sono morte delle persone? Genitori, nonni, coniugi?». Insomma, la domanda che si pone lo Spiegel è: «Era possibile evitare questi morti?».

Tutti gli errori di Conte sul Covid

Su quei fatti sono stati ascoltati sia Conte che Speranza ma, prosegue lo Spiegel, «da mesi vengono alla luce nuove omissioni. Da tempo non è più questione di tragici casi singoli, ma di un fallimento generale. E di insabbiamento». Dai documenti presentati dalle 500 famiglie, infatti, «emerge che gli esperti avevano avvertito già alla fine di febbraio 2020 che era in corso un’epidemia con un tasso di contagio superiore a 2,0, ossia in cui ogni paziente stava contagiando almeno altre due persone». Un allarme che, però, «non è stato ascoltato». Peggio: «è noto che il piano pandemico nazionale non era stato più attualizzato dal 2006, nonostante il governo italiano si fosse impegnato in tal senso e che solo poche settimane prima della deflagrazione della pandemia del coronavirus aveva segnalato all’Organizzazione mondiale della Sanità di essere perfettamente pronta per una situazione grave». Insomma, il «siamo prontissimi» con cui Conte aveva tranquillizzato la Gruber sul Covid. Peccato solo che già nel maggio 2020 l’Oms abbia denunciato che in Italia, «senza essere preparata ad un tale flusso di pazienti, la prima reazione degli ospedali è stata improvvisata, caotica e creativa». Prossimamente, prosegue lo Spiegel, «la magistratura deciderà se e contro chi sarà presentata denuncia: potrebbe diventare uno dei processi del secolo».

Gabriele Costa

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2 Commenti

  1. Se ricordo bene, qualche ns, “impestato” era stato spedito e ricevuto d’ urgenza pure in Germania…!!

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