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Roma, 1 mag — Rieccolo, il caposardina Mattia Santori, riemergere a scadenza periodica dal mare di indifferenza in cui il suo movimento è cascato da più di un anno. Se non fosse per le sporadiche dichiarazioni del riccioluto, chi si ricorderebbe dei pescetti ossei che prima del Covid erano soliti riempire le piazze con il loro nulla cosmico?

Santori: la lotta al coprifuoco porterà morti e disoccupati

«Se la destra non farà uno sforzo di responsabilità, tra qualche mese piangeremo nuovi morti e conteremo nuovi disoccupati». Così ha dichiarato Santori all’AdnKronos, interpellato in occasione del Primo maggio. Lo «sforzo di responsabilità», per il capo delle sardine, consisterebbe nell’abbandonare le posizioni «aperturiste» e la lotta all’inutile e dannoso coprifuoco che è invece tanto caro alla sinistra. Ironico che Santori difenda la misura che sta ammazzando interi comparti economici proprio nella giornata dei lavoratori. Ma oramai ci siamo abituati, la coerenza e ciò che esce dalla bocca delle sardine sono come due rette parallele: non si incontrano mai.

Gli assembramenti sono giusti solo se li fa la sinistra

Fan sfegatati della segnalazione, le sardine stigmatizzano le manifestazioni del dissenso contro le restrizioni anti-Covid fin dal giorno zero, denunciandone la presunta «pericolosità sanitaria» a causa degli inevitabili assembramenti. Invece, quando la gente scende in piazza senza mascherine il 25 aprile, il virus va in vacanza a Capalbio e la milizia ittica dei delatori anti-movida si gira dall’altra parte.

Dichiarazioni illogiche

«Almeno in questi giorni andrebbero vietate le manifestazioni come quella autorizzata in Piazza della Pace, dove l’ultra destra si camufferà da iniziativa no-mask, minando l’ordine pubblico e rovinando il significato di unità nazionale in un giorno importante», punta infatti il dito Santori. Poi se la prende con la Lega «e la battaglia sul no al coprifuoco, strumentale al consenso elettorale ma poco utile a un Paese preoccupato per la salute e il lavoro». Le solite parole in libertà senza nesso logico: come può il coprifuoco favorire il lavoro? Non è compito di Santori spiegarlo — e tanto, non ne sarebbe nemmeno capace — per cui chiosa così: «Se la destra non farà uno sforzo di responsabilità, tra qualche mese piangeremo nuovi morti e conteremo nuovi disoccupati».

Cristina Gauri 

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4 Commenti

  1. Il coprifuoco favorisce sicuramente parecchi lavori, soprattutto quelli di controllo, sorveglianza, accentramento e riduzione-canalizzazione delle vie distributive (su questo punto, per chi non lo avesse ancora compreso, da tempo i soggetti devono fornirsi dove vogliono lor signori!). La “libera” iniziativa se non è foraggiata dai dovuti parassiti non è gradita…, ma qui andiamo ben oltre il coprifuoco e i morti che prima di questa gasata epidemia, se non erano del proprio entourage, non gliene fregava niente a nessuno=M.Santori. Quanti italiani sapevano della media giornaliera dei defunti nazionali? Moriva qualcuno, conosciuto nel proprio ambiente attivo, era già molto se lo ricordavano dopo una settimana!
    Tutto è opportuno per strumentalizzare, per provocare e per rompere gli altrui zebedei.

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