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Roma, 30 mar – Sono ormai oltre 100mila i casi totali di pazienti contagiati dal Coronavirus in Italia, ma i numeri relativi agli infetti iniziano a frenare lievemente. Secondo l’ultimo bollettino presentato dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli sono arrivati a 101.739. In un giorno sono state contagiate 4.050 persone, contro i 5.217 ieri e gli oltre seimila e cento appena 4 giorni fa. Le vittime sono salite a 11.591, 812 nelle ultime 24 ore, contro le 756 di ieri, in lieve aumento quindi. I pazienti guariti sono 14.620, 1.590 più della giornata di ieri. «È il numero più altro da quando è iniziata l’emergenza», dichiara Borrelli.

Il totale dei pazienti attualmente positivi è 75.528, di cui 3.981 sono in terapia intensiva, 27.795 sono ricoverati con sintomi e 43.752 in isolamento domiciliare. “Questo è il momento delle scelte coraggiose e tempestive, che richiedono misure gestionali altrettanto straordinarie più difficili da intraprendere se il coraggio di professionisti e management della sanità dovesse continuare ad essere esposto anche alla tagliola delle minacce di sanzioni penali e amministrative”, afferma il Presidente Fiaso, Francesco Ripa di Meana. “È necessario – conclude-, che il Parlamento e il Governo intervengano subito e in modo chiaro e rassicurante”.

 

Calano i nuovi contagi anche in Lombardia, attestandosi sui 1.154 nella giornata di oggi; erano più del doppio quattro giorni fa. Rimane alto il numero dei decessi, con 458 vittime nelle ultime 24 ore. “Stiamo proseguendo sulla buona strada – ha commentato il governatore lombardo Attilio Fontana – stiamo mantenendo quella specie di linea che non è più in salita: non è ancora in discesa, ma non stiamo andando avanti nella progressione, questo è l’aspetto positivo e a cui guardiamo con grande attenzione e speranza».

“Questo non toglie – ha aggiunto Fontana – che non si debba abbassare la guardia: oggi, non so se sia solo una mia impressione, ho visto più macchine in giro, più gente in giro, come se molti si fossero sentiti autorizzati a non rispettare le norme, come se le notizie buone, o meglio discrete degli ultimi giorni avessero fatto sì che la gente si senta più libera”.

Cristina Gauri

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