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Roma, 21 feb – E’ guerra social tra il presidente della regione Toscana Enrico Rossi e il virologo Roberto Burioni. Terreno dello scontro, le misure di prevenzione del coronavirus messe in atto dalla regione Toscana a fronte del previsto rientro di 2.500 cinesi residenti tra Firenze e Prato. Burioni in questi giorni ha sottolineato continuamente la necessità di attuare misure di quarantena per tutti i provenienti dalla Cina, ritenendo non sufficiente il piano sanitario messo in atto dalla regione Toscana  per fronteggiare il rischio epidemico. Rossi, dal canto suo, ritiene che, evidentemente, l’incolumità dei propri corregionali sia sacrificabile sull’altare del politicamente corretto: per i dem la quarantena sarebbe una misura fascioleghista e “la sanità toscana ha adottato al meglio le misure di prevenzione e di controllo previste dal ministero della salute e ha attuato una sorveglianza attiva”. Misure che si riducono ad un ambulatorio preposto alla diagnosi dei casi sospetti di Covid-19, per tutti i cittadini di ritorno dalle aree a rischio e che presentino sintomatologia respiratoria acuta. Lo spazio è stato messo a disposizione dal Consolato generale delle Repubblica popolare cinese.

La realtà dipinta in maniera così rosea dai dem toscani è stata smentita brutalmente dalle notizie odierne. La Lombardia nella sola giornata di oggi ha registrato sei casi di Covid-2019 nella cittadina di Codogno (Lodi) , quarantenato 60 persone e invitato la popolazione di Codogno, Casalpusterlengo e Castiglione d’Adda a non uscire di casa.

L’immunologo è tornato alla carica su Facebook: “Le ultime notizie mi portano a ripetere per l’ennesima volta l’unica cosa importante. Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni” ha scritto. E aggiunge, allarmato: “Spero che i politici lo capiscano, perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili”.

Le ultime notizie mi portano a ripetere per l’ennesima volta l’unica cosa importante. Chi torna dalla Cina deve stare in…

Gepostet von Medical Facts di Roberto Burioni am Donnerstag, 20. Februar 2020

Già ieri sul sito Medical Facts lo specialista, congiuntamente il collega Nicasio Mancini, aveva avvertito sugli ulteriori rischi emersi riguardo la trasmissione e l’asintomaticità: “il nuovo coronavirus può essere trasmesso anche quando i sintomi non sono ancora presenti, o lo sono in modo sfumato”, e che “non dobbiamo scherzare con questo virus. La sua “minore gravità” rispetto, per esempio, alla Sars è un’arma a doppio taglio: meno rischio di morte per il singolo, ma, allo stesso tempo, maggior rischio di trasmissione. Il che equivale a dire che questo nuovo coronavirus è molto più pericoloso di quello precedente, perché molti più individui rischiano di essere infettati”.

Allarme a cui Rossi aveva risposto in modo sprezzante, accusando Burioni di “scatenare i fascioleghisti”, l’unica cosa di cui sembrano preoccuparsi in Regione: “C’è un emerito professor Burioni che, senza essere adeguatamente informato, sui social attacca la sanità toscana su un tema delicato come il Coronavirus; così scatenando i fascioleghisti che hanno diffuso panico tra la popolazione. La verità è semplice: la sanità toscana ha adottato al meglio le misure di prevenzione e di controllo previste dal ministero della salute e ha attuato una sorveglianza attiva”, ha scritto ieri su Facebook. “Ora, gli stessi leghisti chiamano il noto virologo in commissione sanità regionale così da continuare a fare buriana contro la sanità toscana. Se il professore ha da suggerire qualcosa alla task force del dipartimento sanità regionale è pregato di farlo“.

Fanno buriana contro la sanità toscanaProviamo a dirla meglio. C’è un emerito professor Burioni che, senza essere…

Gepostet von Enrico Rossi am Mittwoch, 19. Februar 2020

Peccato che la Regione Toscana, un suggerimento da Burioni l’ha già ricevuto: quarantenate tutti. Ma è rimasto inascoltato…

Cristina Gauri

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