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Roma, 11 apr – Sono 19.468 i morti in Italia dall’inizio dell’emergenza coronavirus crisi coronavirus. Tra ieri e oggi sono stati registrati ulteriori 619 decessi. Questi i dati della Protezione civile di oggi.

Oltre 2000 persone guarite in 24 ore

I cittadini italiani guariti dal coronavirus sono in totale 32.534, il numero sale di oltre 2000 persone nelle ultime 24 ore. I casi positivi, ad oggi, sono 100.269. Le persone in isolamento domiciliare sono 68.744 mentre i ricoverati con sintomi sono 28.144. Ancora un dato positivo, per l’ottavo giorno di seguito, quello relativo ai malati in terapia intensiva oltre 100 in meno rispetto a ieri, per un totale di 3.381.

Il dato raddoppiato di Milano

Nella provincia di Milano il dato è raddoppiato da ieri con 520 nuovi casi, per un totale di 13.268. A Milano città i nuovi casi sono 262, ieri erano invece 127, per un totale di 5.368.  Spiega Gallera, assessore al Welfare: “Non è assolutamente finita, non dobbiamo abbassare in nessun modo la guardia, non dobbiamo pensare che il peggio sia passato perché i dati non sono stabili”. E ancora: “I dati ci dicono che veramente non è finita, non rilassatevi, è vero che il trend è migliore di settimana scorsa ma non ci fa ancora stare tranquilli”.

Arcuri: “Non fate sciocchezze, la fine è lontana”

“Non fate sciocchezze, continuate e rafforzare se possibile il convincimento, l’obbligo di seguire le previsioni che in questo periodo vi abbiamo dato. La fine è ancora lontana. Vi continuo a supplicare, state in casa, state attenti e continuate ad essere responsabili come lo siete stati fin ora”, queste le dure parole di Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri. “Metteremo definitivamente alle spalle questa drammatica emergenza solo quando verrà scoperto un vaccino efficiente ed efficace. Fino ad allora abbiamo un solo antidoto: noi stessi, i nostri comportamenti” dice ancora Arcuri. “Devono servire anzitutto a prevenire e a contenere i contagi. Siamo noi che dobbiamo dare una mano a noi stessi. Non possiamo e non dobbiamo sbagliare i tempi dell’uscita della cosiddetta fase 1”.

Ilaria Paoletti

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