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New York, 31 mar – Decine di cadaveri delle vittime di coronavirus contenuti in sacchi neri, prelevati dagli ospedali di New York e trasportati nei camion frigo. La Grande Mela, diventata ormai l’epicentro dell’epidemia negli Stati Uniti, assiste alla tragedia che ha già visto partecipi Wuhan, la Lombardia, la Catalogna. Ad oggi sono 776 i morti (un terzo di tutti gli Usa) e più di 33mila i contagi accertati solo nell’area metropolitana. Cifre che non accennano a diminuire. In tutti gli States i decessi sono 2572 ed i casi confermati 143.532.

Le principali testate internazionali diffondono le immagini dell’emergenza: il Mailonline pubblica i video delle vittime di coronavirus appoggiate sulle barelle posizionate lungo i marciapiedi, in attesa di essere scaricate sui camion frigo diretti verso i tanti obitori improvvisati che sorgono nei più disparati punti della città.

Persino a Central Park ce n’è uno: l’ultima volta che la zona era stata adibita a camera mortuaria risale all’11 settembre 2001, dopo l’attacco alle Twin Towers.

 


Il Queens è la zona più colpita con 10.373 casi, poi Brooklyn con 8.451, il Bronx con 6.145, Manhattan con 5.438 e Staten Island con 1.866. «I numeri sono sbalorditivi – ha detto il sindaco di New York Bill de Blasio – Questa emergenza è senza precedenti. Il nostro servizio di emergenza non ha mai ricevuto così tante chiamate». Il distanziamento sociale, soprattutto nei quartieri più densamente popolati, non sembra sortire alcun effetto. Il sindaco di New York Bill de Blasio ha annunciato multe da 250 a 500 dollari per chi viola le regole, ma si tratta di sanzioni blande, che scattano solo per chi non ubbidisce all’ordine di disperdersi quando è trovato in un assembramento o ritorna nello stesso luogo dopo che gli è stato ordinato di allontanarsi.

Intanto, le autorità danno il via alle operazioni di monitoraggio dei movimenti degli americani tramite l’analisi dei dati sulla posizione di milioni di telefoni cellulari. Lo scopo è quello è di comprendere lo schema di diffusione del contagio e adottare contestualmente misure utili alla prevenzione. Lo riporta il Wall Street Journal. Gli apparati interessati sono il governo federale – attraverso i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) –, i governi statali e quelli locali. Verrà eseguito lo screening di almeno 500 città degli Stati Uniti per pianificare una risposta alla pandemia. Tra i dati presi in analisi, assicurano gli organi governativi, non sono presenti dati sensibili come il nome dell’utente del cellulare: ma le associazioni di tutela della privacy esprimono comunque una notevole preoccupazione: «Sono obbligatorie forti garanzie giuridiche», dice al Wsj Wolfie Christl, un’attivista per la privacy.

Cristina Gauri

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