Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 31 mar – Tutto chiuso almeno fino a Pasqua. Poi si vedrà. Il nuovo provvedimento per contrastare l’emergenza coronavirus entrerà in vigore sabato 4 aprile e durerà fino al 18 aprile. Gli esperti del Comitato tecnico scientifico sono al lavoro per consegnare il parere al governo, ma le indicazioni fondamentali sono già state date e dicono che fino al 14 aprile resterà tutto come adesso. Ad anticiparlo, il ministro della Salute Roberto Speranza: “Nella riunione del Comitato tecnico scientifico svoltasi stamattina è emersa la valutazione di prorogare tutte le misure di contenimento almeno fino a Pasqua. Il governo si muoverà in questa direzione“.

Locatelli (Css): “Mantenere misure stringenti fino a dopo Pasqua”

Sempre ieri il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, aveva ipotizzato un’estensione delle misure nel corso della conferenza stampa della Protezione civile. “Certamente ci sarà un prolungamento“, aveva affermato, aggiungendo: allentare il lockdown in Italia “è una decisione che spetta alla politica e in particolare al presidente del Consiglio e al Consiglio dei ministri, ma se mi chiedete una personale opinione, è ancora tempo di mantenere misure stringenti fino a dopo Pasqua“. “Stiamo andando nella direzione giusta e non dobbiamo minimamente cambiare strategia”, aveva avvertito Locatelli.

La serrata generale dovrebbe essere prorogata fino al 18 aprile

Non resta quindi che aspettare l’annuncio ufficiale: il premier Giuseppe Conte molto probabilmente prorogherà chiusure e restrizioni sugli spostamenti fino al il 18 aprile. Fino ad allora, gli italiani dovranno restare chiusi in casa e in strada ci saranno i controlli per i trasgressori. Il nuovo annuncio dovrebbe arrivare giovedì 2 aprile, alla vigilia della scadenza della serrata generale, per ora fissata al 3 aprile. Infatti giovedì 2, a quanto apprende l’AdnKronos, si terrà un Consiglio dei ministri. Di fatto però da lunedì 20 al 30 aprile, tolto il weekend del 25, restano solo 8 giorni lavorativi. Dopo, c’è un lungo ponte di tre giorni, che parte dal 1 maggio: sarebbe una catastrofe se gli italiani uscissero in massa dopo quasi due mesi chiusi in casa. Ecco perché appare molto più probabile che le restrizioni resteranno in vigore fino al 4 maggio.

Nuovo decreto economico prima delle scadenze fiscali del 16 aprile

Il prossimo decreto – ha detto il ministro per i Rapporti con in Parlamento Federico D’Incà a SkyTg24arriverà “prima delle scadenze del 16 aprile, perché le aziende si ritroveranno di fronte a nuove scadenze fiscali. Davanti a questo dobbiamo arrivare con un nuovo decreto legge che permetta di poter sospendere e rinviare, aiutare per aprile le partite Iva, gli autonomi, le tante aziende che hanno bisogno di fondi di garanzia per guardare al futuro con sicurezza. Lo Stato c’è. Ci saranno almeno altri 25 miliardi di euro, mi auguro che possiamo avere ancora più risorse disponibili”.

La riapertura sarà graduale e partirà dalle attività produttive

A partire dal 18 aprile poi, in base all’andamento dell’epidemia e se si dovesse confermare un trend positivo sul fronte dei contagi, si valuteranno le possibili riaperture, in modo graduale. Il tutto, sia chiaro, sempre in rispetto delle norme anti assembramento, della distanza di sicurezza e indossando le mascherine. A quanto pare si ripartirà dalle attività produttive – dando priorità ai posti di lavoro dove sarà possibile rispettare le norme sul distanziamento sociale. Poi, sempre gradualmente, riaprirà tutto il resto. Per ultime riapriranno le attività dove è più difficile mantenere la distanza di sicurezza, come bar, ristoranti, discoteche, parrucchieri, palestre. Discorso a parte, invece, per le scuole e le università – luoghi di facile trasmissione e diffusione del contagio – dove la chiusura sicuramente durerà di più, anche perché – come ha spiegato lo stesso Conte – se non dovessero proprio riaprire, “per queste si possono introdurre modifiche affinché gli studenti non perdano l’anno o l’esame”.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. Ma come ha fatto uno come a Speranza, eletto in un partito che ha solo 7 deputati e che ha perso le elezioni, a trovarsi a gestire il ministero competente per questa pandemia senza avere alcuna competenza specifica.

Commenta