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Roma, 2 mar – A causa dell’emergenza coronavirus la lista di compagnie aeree che hanno bloccato i voli da e per l’Italia si allunga di ora in ora. Decisioni sempre più sconfortanti per i viaggiatori, a cui si aggiungono le compagnie aeree che hanno optato per ridurre sensibilmente il numero di voli da e per il nostro Paese. Molte di queste sono compagnie low cost, dunque spesso le più utilizzate, come EasyJet che a causa del calo della domanda ha fatto sapere che presto sarà costretta “a cancellare alcune frequenze, in particolare su rotte da e per l’Italia, pur continuando a monitorare la situazione e adattando il nostro programma di voli alla domanda”.

Nel pomeriggio è arrivata però anche la decisione di Ryanair, che riduce fino al 25% per un periodo di tre settimane, ovvero dal 17 marzo all’8 aprile, i voli a corto raggio da e per l’Italia. Ryanair, in una nota, ha spiegato di aver subito un “calo significativo” delle prenotazioni già la scorsa settimana, per il periodo di fine marzo/inizio aprile. Secondo la compagnia low cost si è verificato inoltre un “significativo aumento delle mancate presenze dei passeggeri sui voli, in particolare da e verso l’Italia”.

Le nazioni che chiudono le porte agli italiani

D’altronde sempre oggi Iata, l’associazione mondiale del trasporto aereo, ha fatto sapere che c’è stato un crollo della domanda in tutto il mondo. “La crisi COVID-19 ha avuto un grave impatto sul traffico aereo. Le compagnie aeree stanno registrando un forte calo della domanda”, ha scrito l’asscociazione in un apposito report. Secondo Iata, tuttavia, i dati più tragici riguardano proprio il nostro Paese e ha reso noto che una compagnia aerea con base in un hub “importante”, e che muove passeggeri da e per l’Italia, ha perso tutte le prenotazioni.

Intanto si allunga anche la lista delle nazioni che sbarrano le porte ai viaggiatori italiani: Israele, Libano, Giordania, Turkmenistan, Arabia Saudita, Bahrein, Kuwait, Iraq, Seychelles, El Salvador, Repubblica Dominicana, Mauritius, Capo Verde e Vietnam hanno chiuso le loro frontiere. E addirittura la Cina, dove stando agli ultimi dati ufficiali si sono registrati più di 80mila casi di persone contagiate dal coronavirus e quasi 3mila decessi, ha imposto la quarantena obbligatoria per i viaggiatori in arrivo dall’Italia.

Eugenio Palazzini

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