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Coronavirus, in Italia al via sperimentazione vaccino sull’uomo in estate

by Ludovica Colli
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Roma, 23 apr – In Italia durante l’estate partirà la prima sperimentazione clinica di un vaccino anti Covid-19. L’azienda italiana ReiThea, con sede a Pomezia, si sta preparando per avviare nel nostro Paese una sperimentazione sull’uomo di un vaccino contro il nuovo coronavirus, sviluppato nell’ambito di un consorzio europeo, insieme a Leokocare Ag di Monaco di Baviera e all’azienda Univercells Sa di Bruxelles. Dopo i test sull’uomo, si legge in una nota del consorzio, si prevede di iniziare “subito la produzione di vaccini su larga scala“.

“Si punta a produrre per inizio 2021 6 milioni di dosi”

Il consorzio riunisce le competenze delle tre aziende nello sviluppo di vaccini basato su vettori, sulla loro formazione e produzione. “I partner del consorzio stanno promuovendo congiuntamente lo sviluppo di un candidato vaccino adenovirale basato su vettori che prende di mira la proteina spike (quella che permette di infettare le cellule umane, ndr) di Sars-CoV-2”. La tecnologia del vaccino si basa su un nuovo vettore adenovirale di proprietà di ReiThera. “Parallelamente al suo sviluppo clinico, il consorzio inizierà la produzione e lo stoccaggio del vaccino”. “Si prevede che circa 6 milioni di dosi del vaccino – si legge nel comunicato – saranno disponibili all’inizio del 2021. Sulla base dei risultati clinici di Fase 1/2 e di un percorso concordato con le autorità regolatorie, l’intenzione sarà quella di vaccinare con queste dosi le persone maggiormente esposte, come professionisti medici e sanitari e persone altamente vulnerabili“.

Come funziona il vaccino

Al momento sono molti i vaccini allo studio nel mondo che presto saranno sperimentati sull’uomo. Nello specifico, il vaccino che verrà testato in Italia utilizza un virus animale, un adenovirus degli scimpanzè, reso inoffensivo e trasformato in una navetta che trasporta al suo interno la sequenza genetica che corrisponde alla proteina spike. Si tratta pertanto di un vaccino preventivo che, iniettato per via intramuscolare, stimolerebbe la produzione di anticorpi e l’attività delle cellule immunitarie. “Vaccini simili, basati su vettori adenovirali umani o di primati, sono stati sperimentati in studi clinici di fase 1 e 2 – si legge nella nota del consorzio – e hanno dimostrato di essere sicuri e immunogenici in migliaia di volontari sani”.

Ludovica Colli

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3 comments

Sergio Pacillo 23 Aprile 2020 - 3:06

Il virologo Tarro non è d’accordo ai vaccini.

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Cesare 23 Aprile 2020 - 4:25

Le cavie umane chi saranno? Speriamo almeno gli paghino bene con tutti i soldi che le ditte prenderanno dagli stati! E’ noto che qualsiasi vaccino copre un solo virus e nemmeno le sue mutazioni e al mondo i virus sono migliaia!

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Ermanno 23 Aprile 2020 - 5:35

Bisognerà poi vedere dove troveranno i “volontari sani”… 🤔😷😁😛

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