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Roma, 14 lug – Il governo giallofucsia è intenzionato a prorogare lo stato di emergenza per il coronavirus. Ma c’è ancora in Italia questa emergenza? Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano, spiega senza mezzi termini che no, in realtà “è finita da 2 mesi”. Ed è “un mese che in Lombardia non si muore più di Covid”. In un’intervista a Il Tempo, Zangrillo afferma che ormai c’è una situazione del tutto normalizzata negli ospedali. Non solo, adesso secondo il primario del San Raffaele c’è semmai un’altra priorità, quella di occuparsi dei pazienti ricoverati con altre malattie. “Oggi la mia più grande preoccupazione in campo sanitario è riprendere a curare quei malati che, per colpa di Sars Co V2, trascuriamo da almeno 5 mesi”, dice Zangrillo.

“Decessi? Non abbiamo riscontri”

Ma come si spiegano allora i decessi quotidiani da coronavirus comunicati dal ministero della Salute? “È un modo di comunicare scorretto che non rispecchia la realtà”. E Zangrillo spiega così perché si tratterebbe di un modo scorretto di comunicate: “Di fronte a me è seduto il mio collega, direttore della neuro rianimazione Prof. Luigi Beretta che mi dice: “Il nonno di Pierino è coinvolto in un grave incidente stradale sulla tangenziale di Milano. Viene portato in emergenza in Pronto Soccorso, laddove oltre alle manovre di rianimazione, viene sottoposto, come tutti i pazienti, che entrano in un ospedale italiano, al tampone orofaringeo. Purtroppo, nonostante le cure, il nonno di Pierino, nel frattempo è risultato Covid positivo, dopo due giorni viene a mancare in conseguenza del grave trauma subito. La causa di morte del nonno è chiara a tutti ma purtroppo verrà addebitata al virus”.

“Ai cittadini va detta la verità”

Insomma molte persone non muoiono per coronavirus ma vengono catalogate come vittime del coronavirus? E’ sicuro che sia così? “Nel modo più assoluto – afferma Zangrillo – ci interroghiamo tutti i giorni sul perché di questi dati di cui non abbiamo alcun riscontro nella pratica clinica giornaliera. Ci siamo informati presso gli organismi competenti ed abbiamo ricevuto la conferma. D’altro canto tutti sanno che in Italia l’eccesso di mortalità da SARS COV 2 è fortunatamente azzerato da due mesi. Concludendo: Attenzione, distanziamento massima prudenza, rispetto delle regole ma rispettiamo anche la verità”. Quella verità di cui i “cittadini hanno bisogno”. E “se dichiarare pubblicamente che il virus, in Italia, non produce gli stessi problemi di tre mesi fa equivale ad essere ritenuto irresponsabile – tuona Zangrillo – mi assumo volentieri questa responsabilità soprattutto perché è condivisa da circa 400 medici ed infermieri che hanno lavorato e lavorano al mio fianco dal 21 febbraio dando un importante contributo ad un dibattito scientifico costruttivo e non di parte”.

“Ma quale emergenza, stop al panico”

Ma il primario del San Raffaele ha qualcosa da dire pure al governo, perché a suo avviso è indispensabile evitare di “evocare l’emergenza” che “porta al panico e alla morte sociale”. Dunque “chi consiglia il premier? Il quadro clinico del grande malato Italia è nelle mani del Cts, formato da illustri colleghi con cui non voglio entrare in conflitto. Ho riconosciuto a loro il grande merito di aver suggerito in tempi esatti un doloroso ma necessario lockdown. Ora vorrei che le loro indicazioni tenessero in maggior considerazione le evidenze cliniche attuali”.

Alessandro Della Guglia

4 Commenti

  1. Egregio dottor Zangrillo,
    Lei sta affermando con autorità quello che già da qualche tempo alcuni tra noi commentatori di questo sito avevamo detto.
    La verità un giorno emergerà.
    Speriamo non troppo tardi.