Roma, 15 giu – Dopo una sosta strategica e non programmata a Catania per decidere sul da farsi, venerdì 8 giugno l’Aquarius di Sos Mediterranee fa rotta – annunciandolo sui social network come routine per informare forse gli interessati – verso le coste della Libia.

Nella notte tra sabato e domenica Sos Mediterranee, con personale medico di Medici Senza Frontiere nel team, imbarca 629 migranti, andando curiosamente proprio sul luogo dove sono presenti i “gommoni della morte” ancora non soccorsi dalle altre navi militari presenti.

Una breve osservazione: dalla nomina del nuovo governo di Giuseppe Conte, dalle coste libiche sono partiti quantitativi di gommoni di migranti come non succedeva dal 2017, ovvero prima dell’accordo Italia-Libia e dell’introduzione del Codice di condotta delle Ong di Minniti. Quest’ultimo ha voluto il ritiro di tre Ong (Moas, Save The Children e Medici Senza Frontiere) dalle missioni nel Mediterraneo. L’aumento delle partenze potrebbe essere stato determinato da due ragioni: sicuramente dalle carenze dei fondi, promessi dal governo Gentiloni ma inviati in quantità decisamente ridotte, per la Guardia costiera libica (mancanza di carburante e pezzi di ricambio delle motovedette), che hanno causato una limitata attività di pattugliamento delle acque di loro competenza, e forse da un tacito e purtroppo non provabile accordo tra i trafficanti e le Ong allo scopo di sfidare il nuovo esecutivo e il Viminale in primis.
Torniamo alla Aquarius: dopo aver imbarcato i 629 migranti in acque internazionali, domenica mattina la nave della Ong punta la prua verso nord senza aver precedentemente richiesto l’autorizzazione allo sbarco in Italia all’Mrcc di Roma (centro coordinamento soccorsi marittimi della Guardia costiera in capo al ministero dei Trasporti), dando per scontata la risposta affermativa. Nel pomeriggio arriva il comunicato del ministro Matteo Salvini: “I porti italiani sono chiusi per le Ong”, e chiede a Malta, per una volta, di farsi carico dei migranti a bordo della Aquarius. La risposta di Joseph Muscat, premier maltese, è quasi immediata: “Malta non ha nessun tipo di competenza e responsabilità sulla nave Aquarius”.

Nel frattempo, iniziano le pressioni sul nostro governo: la prima è Unhcr Italia (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che ha regalato all’Italia Laura Boldrini).

È tarda sera, quando l’Mrcc di Roma ordina alla Aquarius, ormai al largo di Malta, di fermarsi immediatamente e di aspettare istruzioni. La decisione è stata presa di concerto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e da quello dei Trasporti, Danilo Toninelli. Due motovedette della Guardia costiera italiana vengono inviate alla Aquarius con personale medico per offrire un primo soccorso, anche se a bordo non ci sono casi di emergenza.

Quasi contemporaneamente, il premier maltese Joseph Muscat pubblica un post su Twitter di condanna all’Italia: “Siamo preoccupati per le indicazioni delle autorità italiane date alla Aquarius in mare. Manifestamente vanno contro le regole internazionali, e rischiano di creare una situazione pericolosa per tutti coloro che sono coinvolti”.

Paradossale per chi come Malta, dalla comparsa delle Ong, si è completamente disinteressata delle vicende del flusso migratorio dalla Libia e dalla Tunisia, negando qualsiasi tipo di supporto umanitario. Non sembra infatti una coincidenza che la prima Ong che iniziò a traghettare i migranti in Italia nel 2014 fosse propria il Moas, Ong con sede a La Valletta e barca finanziata dall’organizzazione Avaaz fondata da George Soros[1].
L’Aquarius passa la domenica notte al largo delle acque territoriali maltesi, raggiunta dalle motovedette della nostra Guardia costiera con personale medico e generi di prima necessità. La battaglia tra i sostenitori del business dell’immigrazione irregolare, che imbracciano come armi i migranti a bordo dell’Aquarius, e il nuovo governo italiano ormai è scoppiata. Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti, rispondendo alle accuse di chi sostiene che il governo “vuole far affogare i bambini” e al maltese Muscat, su Twitter dichiara: “È necessario, stavolta, che tutti comprendano che il diritto internazionale non può prevedere un’Italia abbandonata a se stessa. Noi salveremo sempre le vite umane, ma Malta è la spia di un’Europa che deve cambiare”.

Non poteva mancare il commento sui social network del Cardinale Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura: “Ero straniero e non mi avete accolto (Mt 25,43) #Aquarius”, che forse consapevolmente cita il passo del Vangelo che dà il nome alla campagna per favorire l’immigrazione lanciata dai Radicali di Emma Bonino[2], da diverse associazioni finanziate da George Soros e, ovviamente, dalla Fondazione Migrantes[3] della Cei (Conferenza Episcopale Italiana).

Arrivano le prime dichiarazioni dall’Europa: Natasha Bertaud, portavoce della Commissione Europea per la Migrazione afferma che “la situazione della nave Aquarius è regolata dal diritto internazionale e non è competenza della Commissione interpretare la legge. Ma la situazione è tutto tranne che chiara. Secondo il diritto internazionale, la decisione sul luogo in cui una nave dovrebbe sbarcare spetta al Paese che coordina l’operazione di salvataggio, ma non precisa se deve essere nello stesso Paese“. Alle due di lunedì pomeriggio, Pedro Sanchez, neo primo ministro spagnolo, annuncia che il suo Paese autorizzerà lo sbarco a Valencia dei 629 migranti a bordo della Aquarius. Nel frattempo, il ministro Salvini propone a Sos Mediterranee di trasbordare su navi italiane le donne e i bambini che si trovano sulla Aquarius. La Ong sembra prendere tempo, non rispondendo né all’offerta di Madrid né a quella del Viminale. Medici Senza Frontiere, a bordo della Aquarius, alle 20 circa risponde tergiversando: “Conferma che le autorità italiane hanno offerto di evacuare le donne incinta e hanno chiesto informazioni sui minori a bordo. MSF ha risposto fornendo dettagli sui casi vulnerabili e sta comunicando con le autorità italiane per individuare la migliore soluzione per queste persone”. Al termine del vertice organizzato a palazzo Chigi, Matteo Salvini risponde alle domande dei cronisti e dichiara che ha organizzato una missione in Libia per consolidare l’accordo con le autorità di Tripoli entro la fine del mese, e che la chiusura dei porti italiani varrà per tutte le navi delle organizzazioni private. Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere continuano a tergiversare sulla pelle delle 629 persone a bordo e ad accampare una serie di improbabili giustificazioni riguardo alla proposta di Sanchez sullo sbarco a Valencia.

Situazione paradossale che potrebbe far pensare ad una sorta di premio che la Ong riceve da qualcuno interessato al business dell’accoglienza per traghettare i migranti in Italia.

Martedì mattina all’alba arriva la decisione congiunta dei ministri Salvini e Toninelli: l’Italia fornirà una scorta alla Aquarius (la nave Dattilo della Guardia costiera italiana e la nave Orione della Marina Militare) e il connesso trasferimento di una parte dei migranti. Le tre navi, concluse le operazioni preliminari, faranno poi rotta su Valencia. La scelta di imporre una scorta, se ci pensate bene, non è casuale. I migranti morti sono sempre stati materiale di propaganda per le Ong. Nonostante gli ordini ufficiali impartiti dall’Mrcc di Roma, Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere continuano a manifestare la propria ritrosia, insistendo sullo sbarco dei migranti in un porto vicino, ovviamente italiano.


Il governo italiano è inamovibile: la navi italiane, Dattilo e Orione, arrivano al largo di Malta e procedono al trasbordo di 524 migranti, lasciandone 105 sulla Aquarius. Alle 20 circa di martedì, le tre navi fanno rotta sul porto di Valencia.

Ma le polemiche a livello istituzionale non terminano con la partenza della Aquarius. Il portavoce del partito En Marche del presidente francese Emmanuel Macron, Gabriel Attal, definisce la posizione del Governo italiano sul caso Aquarius “vomitevole”. Questa uscita a dir poco infelice, fatta da chi ha blindato per anni i propri confini marittimi e terrestri, ha dunque spinto il premier Giuseppe Conte ad annullare la visita a Parigi e ha suscitato una dura replica via social network del ministro Toninelli. Forse Monsieur le Président Macron non era stato messo al corrente che in Italia era stato nominato un nuovo governo?

Una chiamata di Macron a Conte di giovedì mattina sembra aver fatto rientrare la crisi diplomatica. Con una nota dell’Eliseo, il presidente francese dichiara: “Mai fatto dichiarazioni con l’obiettivo di offendere il popolo italiano” e il premier italiano a distanza risponde: “Il caso è chiuso, ora bisogna cambiare il trattato di Dublino. La soluzione della questione immigrazione non può essere demandata solo all’Italia. Ne parleremo nell’incontro di domani”. Dopo Unhcr Italia, interviene nel dibattito anche Iom (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) tramite il suo portavoce italiano, Flavio Di Giacomo, che sentenzia in un tweet: “L’instancabile lavoro di salvataggio delle ONG in mare dovrebbe continuare senza ostacoli in conformità con la legge internazionale e marittima. E la nobile assistenza umanitaria che stanno fornendo non dovrebbe essere confusa con il contrabbando e la tratta” e che in Italia non esiste “nessuna invasione” di immigrati. Possiamo ipotizzare che il signor Di Giacomo non risieda in Italia, dove ricordiamo sono presenti 600mila immigrati clandestini (stima ottimistica).

Il caso Aquarius è emblematico e rappresenta una positiva svolta per il nostro Paese: dopo 7 anni di “maggiordomismo servizievole e masochistico” nei confronti dell’Europa, di altri Stati, di agenzie della Nazioni Unite e, perfino, di organizzazioni private, l’Italia ha finalmente alzato la testa. Questo è un primo passetto verso la riconquista della nostra sovranità.
Francesca Totolo
[1] Avaaz, l’Ong fondata da Soros che finanzia immigrazione e propaganda anti Assad (Parte 2): https://www.ilprimatonazionale.it/politica/avaaz-long-fondata-da-soros-che-finanzia-immigrazione-propaganda-anti-assad-parte-2-81589/
[2] Ero Straniero – L’umanità che fa bene: https://www.radicali.it/campagne/immigrazione/
[3] Così le associazioni cattoliche e la sinistra si spartiscono il business dell’immigrazione (prima parte): https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/cosi-le-associazioni-cattoliche-e-la-sinistra-si-spartiscono-il-business-dellimmigrazione-prima-parte-84581/

10 Commenti

  1. […] Paradossale per chi come Malta, dalla comparsa delle Ong, si è completamente disinteressata delle vicende del flusso migratorio dalla Libia e dalla Tunisia, negando qualsiasi tipo di supporto umanitario. Non sembra infatti una coincidenza che la prima Ong che iniziò a traghettare i migranti in Italia nel 2014 fosse propria il Moas, Ong con sede a La Valletta e barca finanziata dall’organizzazione Avaaz fondata da George Soros[1]. […]

  2. Blocco navale e interventi militari mirati contro i trafficanti di esseri umani…….. Altrimenti se non alzi la voce non se esce……….siamo già , fra rom e feccia africana varia , al limite del collasso , nessuno rispetta la legge , l’Italia è un campo profughi a cielo aperto……. Attendo il ritorno della peste di manzoniana memoria.

  3. […] Paradossale per chi come Malta, dalla comparsa delle Ong, si è completamente disinteressata delle vicende del flusso migratorio dalla Libia e dalla Tunisia, negando qualsiasi tipo di supporto umanitario. Non sembra infatti una coincidenza che la prima Ong che iniziò a traghettare i migranti in Italia nel 2014 fosse propria il Moas, Ong con sede a La Valletta e barca finanziata dall’organizzazione Avaaz fondata da George Soros[1]. […]

  4. […] Paradossale per chi come Malta, dalla comparsa delle Ong, si è completamente disinteressata delle vicende del flusso migratorio dalla Libia e dalla Tunisia, negando qualsiasi tipo di supporto umanitario. Non sembra infatti una coincidenza che la prima Ong che iniziò a traghettare i migranti in Italia nel 2014 fosse propria il Moas, Ong con sede a La Valletta e barca finanziata dall’organizzazione Avaaz fondata da George Soros[1]. […]

  5. Questo commercio di essere umani che c e in Italia e uno schifo salvini dovrebbe spedirei tutti a casa questi vengono qui per farsi mantenere a fare niente e noi paghiamo un mucchi di tasse per mantenere questi clandestini che non è vero che vengono dalla guerra ma vengono per fare niente e mangiare a sbaffo e fare arricchire le cooperative di sinistra

  6. Navi militari rimandare indietro tutta questa feccia troglodita di animali e poi sbattere fuori dall’Italia tutti i migranti finti poveri con tutti quelli che ci guadagnano sopra e poi uscire da questa Europa del cazzo inutile ed unirsi ai paesi veri europei quelli dell’est.

  7. “Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, comincerete a bussare, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete” […]
    “Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d’iniquità!”.
    Luca 13, 25

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