Roma, 11 lug – A gonfie vele verso l’estinzione. I dati sulla crescita demografica europea sono sempre più allarmanti e quel che è peggio è che la medaglia d’oro dei peggiori se l’aggiudica l’Italia. Prova ne sono i dati Eurostat, pubblicati oggi (a questo link il rapporto completo). Ci dicono che la popolazione in Europa è diminuita di 172mila persone nel 2021, anche a causa dell’impatto della pandemia di Covid. Siamo passati dai 447 milioni del primo gennaio 2021 ai 446,8 del primo gennaio 2022. Più morti che nascite dunque, un cambiamento naturale negativo che supera di netto l’aumento di immigrati per il secondo anno consecutivo. Sempre secondo i dati Eurostat, nel 2021 nel Vecchio Continente ci sono stati 113mila morti in più che nel 2020, quando i dati fotografavano una crescita di 531mila decessi rispetto al 2019. Come accennato però i dati forniti dall’ufficio statistico europeo mostrano pure la situazione nazione per nazione, e qui si evince che il calo peggiore in assoluto si è registrato in Italia (-253mila persone), seguita da Francia (-185.900mila) e Polonia (-185.800). Insomma, se la popolazione europea crolla, l’Italia riesce pure a dominare la triste classifica.

Crolla la popolazione europea, Italia peggio di tutti: il dramma demografico

Quelli sopra menzionati sono numeri senza alcun dubbio inquietanti, che si legano oltretutto al calo demografico. Come evidenziato a maggio scorso su questo giornale, siamo di fronte a un trend negativo della natalità che va avanti da più di quaranta anni, ma che si sta rivelando sempre più devastante. Prova ne siano in questo caso i dati Istat, secondo cui nel 2050 l’Italia si ritroverà con 5 milioni di abitanti in meno. Non solo: appena una persona su due sarebbe in età da lavoro e oltre il 50% della popolazione compresa nella fascia d’età 20-66 dovrà “prendersi cura e formare” gli under 20. Questi ultimi nel 2050 potrebbero rappresentare soltanto il 16% della popolazione, con i pensionati che invece costituirebbero il 32% degli italiani. Uno scenario che ad oggi appare inevitabile, se nel frattempo non si attueranno serie politiche per aiutare le famiglie e per incentivare la natalità.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Perché nessuno parla mai delle cause di questa estinzione? Le femmine non vogliono più fare figli e occuparsi della famiglia. Preferiscono fare carriera e adottare qualche cane o gatto.

  2. @pietro:
    la mia impressione è che hanno giocato col fuoco,con il nazifemminismo..
    e gli è scappato di mano.
    le donne sono cambiate fino ad essere irriconoscibili,e sono sempre meno motivate a far figli.
    le leggi spinte dalle stesse donne hanno prima demolito la famiglia tradizionale poi quella di fatto e ora anche la stessa fiducia tra uomo e donna,con il codice rosso.
    e adesso che pure gli uomini si sono rotti le scatole della situazione e stanno prendendo il largo,come i numeri del movimento mgtow dimostrano impietosamente (+ 700% negli ultimi anni)
    la vedo grigia assai…
    e sanza possibile ritorno,a meno di non ricostruire di nuovo tutto quanto hanno distrutto negli ultimi quarant’anni:
    quarant’anni che NON abbiamo,visto che il movimento mgtow ti porta
    a disertare ogni impegno con le donne,
    e contemporaneamente insegna agli uomini a pensare SOLO A LORO STESSI,e ridurre al minimo possibile ogni impegno lavorativo,ogni rischio personale…e ogni pagamento di tasse non necessarie,visto che non quotandosi più nel mercato riproduttivo lavorano solo per la loro sussistenza.

    ma tutto quello che abbiamo intorno…
    la nostra cultura,la nostra società,la nostra tecnologia,
    NON può fare a meno del contributo degli uomini:
    e quando atlante entra in sciopero,crolla tutto come un albero marcio,
    entro pochissimo tempo.

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