Roma, 11 lug – In Italia i pensionati se la passano abbastanza male, a dispetto di un passato decisamente più solido in termini di garanzie e di assistenza. Lo rende noto l’Ansa.

Italia, pensionati sempre più poveri

Il XXI Rapporto annuale Inps parla chiaro e, purtroppo, amaro. Nel corso della presentazione avvenuta a Montecitorio, il presidente Pasquale Tridico ha illustrato i dati del 2021, secondo i quali i pensionati con redditi inferiori ai 1.000 euro al mese sono stati il 32% del totale, per un numero che si aggira intorno ai 5 milioni e 120mila persone. La percentuale di pensionati con reddito inferiore a 12mila euro annui è pari al 40%, considerando gli importi delle prestazioni al lordo. Ancora più inquietante è il calcolo dei contributi versati: in 30 anni e con un salario di 9 euro all’ora, un lavoratore può percepire, a 65 anni, una misera pensione di 750 euro. Che è, per intenderci, quello che percepirà gran parte dei lavoratori nati tra il 1965 e il 1980. Davanti al ministro del Lavoro Andrea Orlando, al vicepresidente della Camera, Ettore Rosato e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Tridico ha evidenziato anche quanto le donne percepiscano solo il 44% dei redditi pensionistici.

Il peso dell’inflazione

Il vero e proprio boom dell’inflazione nel 2022 potrebbe avere un effetto notevole sulla spesa per le pensioni nel 2023, per un valore di circa 24 miliardi. I tecnici dell’Inps lo spiegano sempre nel contesto della presentazione del Rapporto, aggiungendo che sulla base dei dati gennaio 2020 il disavanzo dell’Istituto potrebbe arrivare a 92 miliardi nel 2029. Hanno poi aggiunto che “non esiste un problema di sostenibilità ma c’è un warning. Ci vuole crescita economica e produttività per un sistema in equilibrio”.

E “sistema in equilibrio” significa ovviamente anche rilanciare la natalità: senza nuove generazioni e con sempre meno cittadini lavoratori attivi, il costo del sistema pensionistico è destinato a diventare sempre più complicato. A concordare con questa impostazione è il vicepresidente della Camera e presidente di Italia Viva Ettore Rosato, che ha dichiarato quanto sia “importante mantenere in equilibrio la spesa soprattutto in considerazione delle prestazioni che dovranno essere erogate alle prossime generazioni, per assicurare ai nostri figli e nipoti, che oggi contribuiscono al sistema, di ricevere un domani adeguate prestazioni previdenziali in considerazione dei contributi che stanno versando”.

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. eh,ma bisogna dare il reddito di cittadinanza a debosciati ventenni con l’osso nella schiena…
    o a mafiosi,delinquenti abituali,extracomunitari,rumeni non aventi diritto ecc:
    NON ci sono soldi per gli anziani.
    d’altronde hanno già dato una vita di lavoro e tasse al paese,no?
    che vogliono ora,pretendono pure di essere ricompensati per i servizi resi?
    ma senti che pretese,che hanno….

  2. Aggiungiamo… per quale motivo 1000 euro, 2 milioni di lire sono già (!) diventati nulla? Per quale motivo, si è finiti e non si può più lasciare le abitazioni-celle nelle quali tra l’ altro non si può produrre nulla (manca pure un minimo di orto)? Per quale motivo si sono quindi costruite case popolari? Solo per la rotazione di sfigati da spremere e sputare come un nocciolino di volta in volta? Per quale motivo chi ha di più sta pure nelle ztl- discriminatorie, speculando e parassitando a più non posso? Per quale motivo le prossime generazioni devono essere single e pagare singolarmente tutto per tutto? Per quale motivo non possiamo, costretti a stringere intelligentemente la cintura, essere ben più liberi di fare noi sistema? Per quale motivo lo stato scarica costi, responsabilità e lavoro di sua competenza sul popolo? Per quale motivo non si fa prevenzione vera per mantenere, in questo modo ragionevolmente, i costi sanitari, della sicurezza, della istruzione a livelli consoni? Ecc.ecc….
    Sostanzialmente la si finisca di tenere in piedi certo sistema incancrenito, inutilmente frammentante, si riporti la concordia nazionale in nome di tempi difficili dei quali siamo senz’ altro, anche se in modi diversi, tutti responsabili, dando la libertà, la possibilità di agire per il meglio a briglia sciolta. San da finire i tempi delle costrizioni malamente regolamentate. La vergogna degli anziani e oggi addirittura delle nostre future generazioni lasciate in mano ai foresti (che giustamente pretendono e pretenderanno il loro, da sonanti interessi sino a individuali pensioni pagate nel loro paese di origine), deve trovare un argine nella capacità, nel senso del dovere e del sacrificio (capiti, gratificanti, rispettati!!!), al fine di vivere più consapevolmente rispetto a chi credeva di soddisfarci sbagliando pure molto. Se non sappiamo riprenderci casa nostra come possiamo uscirne? Dispersi tra i figli della Internazionale nichilista… come cenci senza passato, senza storia, senza credo che pure hanno dato valori incommensurabili.
    Non è proprio solo una questione di numeri… da soli, vere manette.

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