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Pordenone 16 gen Una donna di 40 anni con un infarto in corso, è finita a Pordenone imprigionata nelle procedure Covid nonostante l’emergenza riguardasse tutto tranne che patologie connesse al virus.



L’infarto e il pronto soccorso

La donna di appena 40 anni è arrivata al pronto soccorso nella città di Pordenone con un forte dolore al petto e al braccio (tutti i sintomi dell’infarto). Le è stato fatto immediatamente il tampone che è risultato poi positivo e quindi, nonostante avesse un infarto del miocardio in corso, il fatto di essere contagiata dal Covid ha avuto più importanza: niente accesso in reparto per lei nonostante la gravissima patologia acuta in corso. Molte chiamate le chiamate effettuate tra i reparti del polo medico di Pordenone: il tampone positivo al Covid le ha impedito l’accesso immediato alle cure.

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L’odissea del Covid

Entrata alle quattro del mattino in ospedale, la donna colpita da infarto era ancora ferma dopo molte ore. Certo, era tenuta in osservazione dai sanitari del reparto, ma aveva un infarto in corso. Alla fine, si è arrivati al pomeriggio del giorno successivo, solo allora la donna è stata trasportata a Pordenone, nel reparto di Terapia intensiva: ora la signora colpita da infarto sta meglio e sono state avviate le terapie. Per fortuna tutto si è risolto per il meglio. Ma ancora una volta c’è stata una dimostrazione di quanto la pandemia abbia annullato le altre emergenze sanitarie, che, però, continuano ad esistere.

Ilaria Paoletti

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