Roma, 6 dic — Che sta succedendo ad Andrea Crisanti? Da talebano delle chiusure a critico feroce dell’«infodemia»: continuano a fare inorridire i salotti televisivi le sue dichiarazioni sulle vaccinazioni ai bimbi, per le quali raccomandava cautela, o le sue perplessità esternate riguardo ai lockdown per soli vaccinati. Per non parlare della clamorosa uscita sui dati dei contagi in suo possesso nel marzo 2020, che gli venne ordinato di non divulgare. Sembra che in questo periodo il professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova abbia deciso di togliersi un bel po’ di sassolini dalle scarpe, e l’intervista apparsa sull’edizione odierna de La Verità lo conferma.

Crisanti e il vaccino ai bambini

Crisanti conferma innanzitutto quanto affermato in precedenza sulle vaccinazioni ai bambini: ci vuole cautela. «Partiamo da un presupposto: i bimbi non sono piccoli adulti, sono diversi dal punto di vista fisiologico e metabolico; devono crescere, devono sviluppare gli apparati riproduttivi; non sono uguali agli adulti e, quindi, i dati che valgono per questi ultimi non possono essere applicati per analogia anche a loro». Lo studio condotto dalla Pfizer, a detta del professore, è circoscritto a un numero troppo esiguo di «cavie» e la decisione dell’Aifa di approvare il vaccino alla fascia 5-11 anni è frettolosa. «L’ho sempre detto: che fretta c’è? Pfizer ha condotto uno studio onesto, ma su circa 2.000 bambini. Israeliani e americani l’hanno preso per buono e hanno iniziato a vaccinare. Tra un mese avremo i loro dati su un milione di bambini, sarebbe stato meglio aspettare».

Contro i salotti televisivi

Tali esternazioni hanno sollevato un vespaio di polemiche presso i salotti Tv vaccinisti, con il rimprovero di Beppe Severgnini: guai a seminare dubbi in prima serata. Vietato farsi domande, vietato dubitare: o si accoglie il fideismo vaccinale in toto oppure ci si deve beccare la reprimenda dal giornalista allineato di turno, che crede di saperne più di uno scienziato. Crisanti replica: «La libertà esiste solo se la si esercita. Si può criticare la religione, si può criticare la Costituzione e non si possono criticare l’Ema e l’Aifa?».

Immunità di gregge? Fake news di Stato

Ma è sulle terze dosi e sulla chimera dell’immunità di gregge che Crisanti sgancia l’ennesima bomba: «Che si dovessero fare le terze dosi lo si sapeva da giugno», ma proprio in quei mesi, a inizio estate, «ci raccontavano che avremmo raggiunto l’immunità di gregge» con sole due dosi e una certa percentuale di vaccinati. «Sono queste le vere fake news di Stato». La comunità scientifica, prosegue il professore, «sapeva già da aprile-maggio che la protezione dei vaccini durava massimo sei mesi, conosceva il problema delle varianti ed era consapevole che ce n’era in circolazione una, la Delta, a elevatissima trasmissibilità. Dunque, era chiaro che quella dell’immunità di gregge fosse una menzogna». Una menzogna uscita anche dalla bocca di Locatelli, coordinatore del Cts, che a fine maggio prospettava l’immunità di gregge per agosto-settembre. Perché lo avrebbe detto? «Deve chiederlo a quelli che raccontavano certe stupidaggini», è la risposta tranchant di Crisanti. 

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

6 Commenti

  1. Infatti il concetto della immunità di gregge era sorto ben prima della “pseudo vaccinazione a puntate”, per lasciar correre madre natura a fronte della sino-contaminazione. Utilizzare la immunità di g. dopo rattoppi, alias farmaci genetici, è stato uno dei tanti motivetti utilitaristici giocati per ottenere un consenso con medaglia a tutti i costi. Ovviamente a spese di tutti, indiscriminatamente.

  2. L’ottavo comandamento “non dire falsa testimonianza” oramai non si raccomanda più a nessuno, nemmeno ai bambini.

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