Roma, 6 dic – Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, è stato arrestato dalla Guardia di finanza nell’ambito di un inchiesta della procura di Paola per reati societari e bancarotta. Secondo quanto si apprende, la squadra ligure non è coinvolta nelle indagini. Ferrero è stato trasferito in carcere, mentre per altre cinque persone sono stati disposti gli arresti domiciliari. 

Bancarotta, arrestato il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero

Come riportato da Repubblica nei giorni scorsi, Ferrero era stato inizialmente indagato per la cessione del centrocampista Pedro Obiang nel 2015 dalla Sampdoria al West Ham per 6,5 milioni di euro. Quei soldi erano stati utilizzati per operazioni al di fuori del club. Per il patron della Samp le accuse erano di dichiarazione fraudolenta, riciclaggio e truffa, Ma era stato assolto. I pm poi hanno passato al setaccio gli atti relativi ai concordati delle aziende di Ferrero, contestando un nuovo reato: la bancarotta fraudolenta. Accusa nata dopo aver analizzato vari passaggi degli accordi di fallimento relativi ad alcune aziende del presidente della Sampdoria, come riporta Calcio e finanza. 

Proprio ieri aveva detto di voler lasciare la guida della società genovese

Proprio ieri il patron della Sampdoria aveva dichiarato la sua volontà di lasciare la guida della società genovese “dopo otto anni di sacrifici, lavoro, passione. Perché io, oltreché un presidente, mi considero un grande tifoso della Sampdoria. Ma anche di attacchi personali, spesso calunniosi e critiche pesanti, che io ritengo ingiustificate, comincio ad essere stanco – così Ferrero in un’intervista a Repubblica -. Non della società, di fare il presidente, ma della cattiveria nei miei confronti”. A chi gli ha chiesto se ci fossero soggetti interessati all’acquisto del club, però, aveva risposto negando ogni contatto: “Acquirenti all’orizzonte? Magari. Non ce ne sono. Fatemeli conoscere. Presentatemeli. Io ho fatto e continuo a fare il massimo. Ma se qualcuno è in grado di dare più luce di me alla Sampdoria, si faccia avanti, sono pronto ad ascoltarlo. E, nel caso, a passare la mano. Naturalmente a condizioni eque. Dando il giusto valore alla società”.

Ludovica Colli

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