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immigratiPotenza, 9 dic – “Dacci più soldi o ti decapitiamo”. Così, nel centro di accoglienza di Potenza, tre immigrati hanno minacciato il titolare della cooperativa che avevano preso in ostaggio. Gli stranieri, avendo subodorato il giro d’affari, volevano spartirsi una quantità di denaro ben superiore al magro “pocket money” che viene messo a disposizione dei migranti stessi. I tre arrestati – uno proveniente dalla Nigeria, due dal Gambia – sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale e tentata estorsione aggravata ai danni del responsabile della società che gestisce il centro di accoglienza allestito nell’ex Ferrotel, nei pressi della stazione di Potenza centrale.

La Polizia è intervenuta nella struttura dove, in un primo tempo, sembrava fosse in corso una protesta. Gli agenti, però, hanno scoperto una realtà ben diversa: i tre immigrati avevano chiuso in una stanza il presidente della Global service e un suo collaboratore per riuscire ad avere da loro più soldi di quanto stabilito dalle norme. I tre, infatti, avevano visto la somma in possesso dei due (quantificata in “alcune migliaia di euro”) e li hanno minacciati di «tagliargli la testa» se non avessero dato proprio a loro tre altro denaro. Ovvio l’utilizzo strumentale, da parte degli stranieri stessi, del pregiudizio che li vorrebbe tutti tagliagole dell’Isis. «Se facciamo così paura, perché non approfittarne», devono aver pensato. E così è stato.

Ma non è tutto. Oltre alla minaccia, i tre hanno istigato gli altri ospiti “ad una vera e propria rivolta”. La Polizia è intervenuta con numerosi agenti e ha impedito che la situazione degenerasse: il gestore della struttura, dopo l’intervento della Polizia, ha denunciato le minacce e le richieste che gli erano state rivolte e gli agenti hanno arrestato i tre, per i quali si sta valutando anche l’accusa di sequestro di persona.

Nella Basilicata, come ormai dappertutto in Italia, la situazione è esplosiva. Appena qualche giorno fa, 18 immigrati trasferiti dal Centro di accoglienza di Tito a quello di Chiaromonte, sempre nel potentino, avevano scatenato una violenta rissa con gli ospiti del nuovo centro. Il sindaco di Chiaromonte, Valentina Viola, è giunta fino al punto di al presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza degli immigrati, Federico Gelli (Pd), per chiedere di “verificare l’operato della prefettura di Potenza in relazione al sistema di accoglienza nel Potentino”.

Roberto Derta

1 commento

  1. L’esercito deve fare il suo dovere e proteggere i cittadini. Il generale dell’Arma dei Carabinieri scelto Dalla Boldrini deve dimettersi! “Nei secoli Fedele” al popolo Italiano!..non alle banche straniere! Fu*k UE!

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