Firenze, 9 mar — Il sacco dell’immondizia condominiale che avvolge il David di Michelangelo in solidarietà con la popolazione dell’Ucraina «verrà tolto sabato»: dopo la bufera di polemiche dei giorni scorsi, il sindaco di Firenze Dario Nardella ritorna alla chetichella sui suoi passi.

Il David «cancellato» dal sindaco di Firenze 

L’obbrobrio che deturpa la bellezza di Piazza della Signoria, vero e proprio monumento al cattivo gusto dem travestito da ostentata superiorità morale, verrà quindi archiviato. «Oggi vogliamo ricordare Michelangelo nel giorno della sua nascita, il 6 marzo», aveva annunciato Nardella coprendo la statua con il drappo funebre «con un gesto di lutto e di dolore, un gesto di lutto molto forte per ricordare le migliaia e migliaia di vittime che in questi dieci giorni già si sono contate». E ancora: «Il David è il simbolo della libertà, gli ucraini per noi sono il David che combatte contro la tirannia di Golia». Ora, una persona con un quoziente intellettivo medio si chiederebbe — e in molti, infatti, se lo sono chiesti — qual è il senso di coprire una statua eretta a simbolo di libertà per manifestare sostegno a un popolo vittima di invasione. Ma forse questo gesto si incunea nel solito solco della fregola che spinge i progressisti a cancellare, imbruttire, distorcere, snaturare il Bello. 

La replica del direttore degli Uffizi

Insomma, il burqa al David è stato percepito come un tale obbrobrio da spingere Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, a pronunciarsi sulla questione. E a spiegare a Nardella quello che un sindaco dovrebbe sapere già di suo: «Le statue nei musei e sulle piazze delle nostre città hanno un forte valore non solo artistico ma educativo, poetico, identitario, di incoraggiamento individuale e collettivo», ha infatti dichiarato all’Adnkronos, aggiungendo che, trattandosi di simboli, già «vestirli o tatuarli con proiezioni di loghi commerciali o di messaggi politici falsa il loro senso e nolente o volente li banalizza, spesso ridicolizzandoli». Figuriamoci, quindi, coprirli: «ciò equivale a una censura, e pertanto si oppone ai fondamenti della società libera». Ma ai dem la «società libera», l’abbiamo visto in questi due anni, non piace particolarmente, a meno ché non ci sia da sfilare per qualche Gay pride, abortire o affittare degli uteri: in quel caso vale tudo.

Di fronte alle dichiarazioni di Schmidt, dunque, Nardella obtorto collo ha annunciato che «il drappo nero sarà tolto sabato». Ma con un avvertimento: «Niente commenti offensivi». Solo al sindaco fiorentino, infatti, è concesso offendere: il buon gusto, l’arte, l’eccellenza italiana, la libertà, e perché no — anche il popolo ucraino.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Senza commenti offensivi, perché di sabato e non di venerdi o domenica, egregio sindaco? Già che a Firenze ritirate la monnezza pure a ore pasti… facendo pure fare figure barbine agli italiani che invitano amici a pranzo fuori. Visto che oramai con voi non resta che parlare di spazzatura ed affini, a questo punto mettiamoci un abbozzo di professionalità …

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