Milano, 2 dic – Scene di ordinario degrado a Milano, dove alcuni immigrati africani sono stati filmati mentre, nudi o seminudi, si accapigliavano tra di loro.

Africani nudi si accapigliano in un parco

Il video, diffuso dal canale Twitter di Radio Savana, è stato girato a Cascina Gobba, a due passi dall’ospedale San Raffaele. L’autore delle riprese immortala un accampamento abusivo sorto entro i confini di un parco cittadino, dove è ben visibile un africano, completamente privo di indumenti, dare in escandescenze ed accapigliarsi con un altro immigrato. Si spintonano in mezzo alle baracche costruite con mezzi di fortuna: lamiere, assi, materiale di scarto recuperato chissà dove. La telecamera esegue una carrellata della scena, riprendendo un gruppo di rappresentanti delle forze dell’ordine riunitisi all’esterno dell’area, forse per intervenire e ristabilire l’ordine. Un altro immigrato, seminudo, è filmato mentre cerca velocemente di rivestirsi e poi se la dà a gambe, ancora mezzo svestito.

Che schifo questa Milano

«Che schifo sta diventando questa Milano», è l’amarissima constatazione dell’autore delle riprese. La Milano di Beppe Sala è la Disneyland degli immigrati: coccolati, protetti (anche troppo – soprattutto nella zona della Stazione Centrale), foraggiati, difesi nei loro diritti; mentre questi ultimi, scaricati entro i nostri confini da Ong compiacenti che non si preoccupano del loro destino una volta in Italia, sono liberi di seminare degrado e delinquenza.

https://twitter.com/RadioSavana/status/1334137866608386052

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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