Degrado a Vicenza, trans nudo sfascia tre negozi e ferisce le commesse (Video)

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Vicenza, 16 apr —  Girava per strada completamente nudo il trans originario dell’Ecuador ma residente a Vicenza che alcuni giorni fa ha creato il panico devastando le vetrine di tre negozi di viale San Lazzaro, nel centro cittadino.



Prima la passeggiata per strada, poi, in rapida successione, tre blitz in tre diversi negozi, urlando e pronunciando frasi sconnesse, sfasciando gli interni degli esercizi commerciali e scagliandosi contro le commesse, fino ad arrivare a ferirne lievemente una. Per quest’ultima, che alla fine delle devastazioni si trovava in stato di choc, si è reso necessario un salto al pronto soccorso per curare alcune piccole lesioni. La vicenda, riportata dal Corriere vede come protagonista un trans, probabilmente sotto effetto di alcolici o sostanze stupefacenti. L’uomo, un 26enne regolare sul territorio italiano ma senza fissa dimora, è stato prima sedato e poi trasferito in ospedale.

Trans nudo devasta tre negozi 

Per il trans è scattata la denuncia per atti osceni in luogo pubblico e danneggiamenti. Prima si è introdotto in un’agenzia di lavoro interinale, poi in un negozio di abbigliamento dove avrebbe spintonato violentemente la commessa, quindi in un negozio di sigarette elettroniche. Ed è stata proprio la dipendente di quest’ultimo esercizio a guadagnare la fuga e chiudere il trans nudo nel negozio. Il quale, accortosi di essere in trappola, ha seguitato a distruggere qualsiasi cosa gli si parasse davanti. Fino all’intervento dei carabinieri, che hanno bloccato — non senza fatica — lo straniero in escandescenze.

Il racconto della commessa

«È entrata nuda in negozio e ha tentato subito di aggredirmi, senza motivo: era fuori di sé — racconta la dipendente del negozio di sigarette elettroniche — per fortuna un ragazzo è venuto in mio soccorso, ha bloccato la trans per il tempo che sono corsa fuori e una volta all’esterno del negozio l’abbiamo chiusa dentro. I danni? Diversi, in pochi minuti: ha rotto un pezzo di bancone, la vetrinetta espositore e ha lanciato la stampante».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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